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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Veltroni, un pullman e tanta passione per cambiare l’Italia


Foto articolo
Roma, 18-02-2008

Non nascondo una certa invidia e una malcelata nostalgia per il viaggio che Veltroni sta facendo sul pullman del Pd nelle province italiane. Conosco bene questa esperienza ed è chiaro che aver scelto di impostare una campagna elettorale su questa idea non può che suscitare la mia simpatia e ricevere il mio personale plauso. Il contatto con la gente, il paesaggio che cambia insieme ai dialetti e ai contesti differenti del nostro territorio, da nord a sud, le speranze e le disillusioni degli italiani, questi sono gli ingredienti di un percorso che passa attraverso l’ascolto e la conoscenza dell’Italia più autentica e reale. In tempi in cui la politica sembra essersi ritirata in una sorta di castello di cristallo inaccessibile e lontano dalla vita vera delle persone, la scelta di Walter dimostra invece che è solo dal basso, dall’osservazione da vicino della realtà e del mondo a cui ci si rivolge, che si può materialmente restituire alla politica il ruolo di servizio alla collettività che da decenni è andato confondendosi con ben altro. Questo viaggio sta evidenziando altre importanti novità, che - credetemi - cominciano a fare presa non solo nelle teste ma anche nello spirito degli italiani: il linguaggio di Veltroni, le parole che usa ed i temi che affronta sembrano delle piccole rivoluzioni tutt’altro che formali nello stile e nel metodo dell’esercizio politico. Walter ha la capacità di captare ciò in cui la gente si riconosce, ha il polso dei problemi comuni e della quotidianità delle persone molto più dei suoi avversari (in questo l’esperienza da sindaco credo abbia avuto un’importanza notevole) e parla a tutti, davvero a tutti, senza cadere in tentazioni populistiche e demagogiche. Non ne ha bisogno, ha su di sè un plus di credibilità che - da destra come a sinistra - nessuno potrebbe davvero mettere in discussione. Certo questi saranno mesi durissimi, e spesso non basta la passione a cambiare le cose. Ma la passione in politica negli ultimi anni sembrava quasi essere diventata un accessorio superfluo, una componente in verità essenziale eppure scomparsa a vantaggio del teatro degli insulti e dei calcoli elettoralistici di bassa lega, con l’unico risultato di un inasprimento del rapporto tra i rappresentanti della “Casta” ed i cittadini. Veltroni sa bene che questo scollamento, questa ferita va rimarginata per il bene del paese e sa anche che senza un cambio di rotta reale la politica e l’Italia tutta rischiano di perdere definitivamente la bussola, oltre che scavare ancora di più quel solco. La scelta del Pd di candidarsi a guidare l’Italia con un programma elettorale immediatamente traducibile in programma di governo, senza veti incrociati o tentennamenti che paralizzano l’attività di un esecutivo ed immmobilizzano il paese, dà la misura della portata di questo cambiamento. Un cambiamento fatto di parole e linguaggi nuovi, universalmente comprensibili nella loro coincidenza con il comune sentire, capaci di attrarre anche chi - ne ho avute molte testimonianze in questi giorni - fino a ieri guardava alla politica con indifferenza o con un senso di repulsione difficile a spegnersi. Questa è la strada giusta, cambiare l’Italia si può e tutti insieme possiamo riuscirci.


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