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Roberto Giachetti > Politica > articolo

All’armi siam fascisti!


Roma, 13-12-2007

Come forse alcuni frequentatori di questo blog avranno capito, il Direttore della Casa del Cinema di Roma ha vietato la proiezione del film “Salite a Bordo” in quanto manifestazione politica incompatibile con lo statuto dell’istituzione. Nella formale comunicazione di diniego alla proiezione viene scritto testualmente “…devo purtroppo informarla che non potremo ospitare l’iniziativa, la Casa del Cinema non può accettare nessuna manifestazione a carattere politico”.

Dopo questa comunicazione formale ho ricevuto una telefonata del Direttore della Casa del Cinema, Felice Laudadio, nella quale ho tentato ripetutamente, quanto inutilmente, di spiegare che non si trattava di alcuna manifestazione politica, che non era previsto alcun dibattito (a differenza di quanto avvenuto più volte in passato) ma semplicemente della proiezione di un film girato e realizzato da ragazzi tra i 20 e i 35 anni. Nella medesima telefonata, vista la mia insistenza, il Laudadio, sapendo perfettamente che io sono un deputato del Partito Democratico, mi interrogava urlando: “ma lei è un radicale, vero?” quasi che questo fosse un insulto. Non avendo più altri argomenti, con piglio da censore del ventennio fascista ha aggiunto: “allora prima di qualunque cosa io voglio visionare il contenuto del film”. Come evidente la conversazione si è conclusa praticamente lì.

Ieri ho svolto alle 16.00 una conferenza stampa nella quale ho illustrato dettagliatamente la lunga serie di manifestazioni di inequivocabile contenuto politico organizzate presso la Casa del Cinema, promosse da soggetti di ogni tipo e natura, CGIL, CISL, UIL, Legambiente, Carlo Ripa Di Meana (uomo politico, ex Ministro, ex Deputato etc.), solo per fare degli esempi, alle quali hanno partecipato decine di esponenti politici, appartenenti a diversi partiti che hanno parlato di politica. Per togliere, come si dice dalle nostre parti, la sete con prosciutto, ho anche trasmesso alcuni passi del filmino nei quali la gente intervistata per strada rivolgeva anche pesanti giudizi nei confronti del Partito democratico e dei suoi leaders, proprio a dimostrazione che in nessun modo questo film può essere considerato una forma di propaganda per il Pd, ma molto più semplicemente un riuscito tentativo di dare uno spaccato reale della nostra società, del sentimento degli italiani verso la classe politica e delle denunce di problemi vissuti unitamente alle aspettative frustrate della gente.

Questo era il fim “Salite a bordo”, questo è il film “Salite a bordo”. Film che - sia chiaro - noi comunque proietteremo il 20 a Villa Borghese in modo “clandestino” non dentro ma fuori, davanti alla Casa del Cinema. Fino a qui e fino a ieri sera in base all’esito delle comunicazioni ufficiali e informali avute con il Direttore Laudadio avevo ritenuto il comportamento assunto da costui come degno del ben noto regime censorio degli anni venti.

Purtroppo però la cosa non finisce qui. Ieri sera verso le 19.00 il medesimo Direttore detta alle agenzie una dichiarazione nella quale afferma che il divieto sarebbe stato opposto, in realtà, a causa del fatto che l’iniziativa sarebbe stata autofinanziata come esplicitamente comunicato su questo blog. I regimi autoritari, ed in questo caso in particolare quello stalinista, in effetti non si limitavano alla censura ma anche ad un’attività capillare volta a gettare discredito sugli interlocutori sgraditi e sulle iniziative scomode. Ed ecco che lo zelante Direttore Laudadio, avendo capito che l’argomento “manifestazione politica” era ingestibile a causa delle decine di precedenti ben più in contrasto con il regolamento dell’istituzione, tira fuori il coniglio dal cappello ed indica nella richiesta di autofinanziamento il motivo del “niet” alla proiezione, affermando che loro “rifiutano simili operazioni” in quanto la casa del Cinema è “un luogo aperto gratuitamente a tutti”. Lasciando intendere, come fanno i regimi autoritari, che chissà quale operazione economica in realtà si celasse dietro la richiesta di un contributo. 

Ma è proprio qui che si dimostra la malafede di Laudadio e il suo pacchiano tentativo di spostare il discorso dalle ragioni vere del suo “niet”. Peccato che i fatti parlino da soli. Infatti, dopo aver pubblicato un post su questo blog nel quale si diceva esplicitamente che l’iniziativa voleva anche cercare di autofinanziarsi (non avendo noi proprio nulla di cui vergognarci o da nascondere perché non riceviamo né finanziamenti pubblici né occulti ma ci affidiamo a quella pratica - che nobilita la politica - di contare sui contributi delle persone comuni in ragione della validità di ciò che si fa) immaginando che questo avrebbe potuto essere specioso motivo di controversia (peraltro il Laudadio ha una concezione strana della gratuità visto che per la proiezione di 40’ di film ci ha chiesto la bellezza di 700 euro più iva!), abbiamo prontamente rimodulato il post eliminando qualsivoglia riferimento a contributi, come facilmente verificabile guardando sotto.

Chi frequenta questo blog sa bene che mai e poi mai è accaduto che fosse modificata una sola virgola dei contenuti pubblicati, ognuno ha potuto dire liberamente quello che riteneva e non di rado io stesso sono stato pesantemente criticato ed a volte insultato, senza che sia intervenuta alcuna censura. Ho fatto questa eccezione proprio per evitare che qualche “zelante” signore utilizzasse questo argomento per fare quello che è stato fatto: censurare! Ed infatti siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi il giochetto è facilmente smascherato dal fatto che in qualsivoglia comunicazione formale ed informale per motivare il “niet” alla proiezione non viene mai, ripeto mai, neanche indirettamente citata l’obiezione che sarebbe stata un’iniziativa con forme di autofinanziamento.

La ragione del no era una ed è una sola: “si trattava di una manifestazione politica”. Per dirla con Ezio Greggio: signor Laudadio, ma ci faccia il piacere…..! Per dirla con schiettezza: signor Laudadio: si vergogni.


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