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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Ferrara, un pò di onestà intellettuale


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Roma, 30-10-2007

«Il Pd mi interessa perché sono un giornalista, perché amo la politica» con queste parole, tra l’altro, Giuliano Ferrara avrebbe spiegato le ragioni del suo interesse e del suo “incitamento” alla crescita del Partito democratico.

Stimo e apprezzo Ferrara da sempre. L’ho sempre considerata una persona libera. Terribilmente faziosa, spesso aggressiva, ma con la mente davvero libera. Queste sue parole, l’atteggiamento che ha nei confronti del Partito democratico, non solo mi confermano in questa convinzione, ma dimostrano quanto in fondo per le persone intellettualmente oneste sia semplice riconoscere anche le cose buone che fanno gli avversari. E quanto questo Paese avrebbe bisogno da una parte e dall’altra di persone che in luogo della demonizzazione tout court dell’avversario scegliessero il civile confronto! Anche questo sarebbe un modo di corrispondere al sentimento diffuso degli italiani.

  1. COMMENTI

    Scritto da: donnameis

    Martedi 30 Ottobre 2007 alle 11:39 am
     

    … Onestà intellettuale da parte di Ferrara? Questa è grossa. Giulianone è una persona che legge tonnellate di libri, come il vecchio Montanelli e pochi altri intellettuali in Italia. Pertanto è uno che rigira i discorsi a proprio piacimento e/o tornaconto lasciando l’interlocutore in braghe di tela. E’ favorevole al Pd perché è un ammiratore del sistema elettorale anglosassone (anch’io). Pensa ad un partito repubblicano dove confluiscano il partito di Berlusconi, di Fini e di Bossi. Due rassemblement così, che tengano fuori i comunisti non pentiti, i fascisti non pentiti e i democristi non pentiti, potrebbero con una adeguata legge maggioritaria avere la possibilità di vincere alternativamente le elezioni. E sbloccare l’Italia.

  2.  

    Scritto da: donnameis

    Mercoledi 31 Ottobre 2007 alle 11:08 am
     

    … L’inaugurazione del loft PD ha lasciato senza parole molti “militanti”. Anche questo blog è basito. Risvegliamo un pochino l’ambiente. La novità rappresentata dal tesseramento scomparso, è rivoluzionaria. La differenza rispetto al passato è che da oggi tutti possono aspirare a ricoprire ogni tipo di carica elettiva, dopo il passaggio delle primarie. All’improvviso il partito di Forzaitalia è vecchiume e Giulianone lo ha capito subito. Niente più tesseramenti (tra l’altro truffaldini per quattro quinti) e navigazione nel mare aperto della popolazione. Niente più simboli di fiori, alberi, foglie e quant’altro, troppo legato a stagioni passate e decisamente sfortunate. Solo oggi si capisce che l’ulivo non è più spendibile per aumentare i consensi e di questo dobbiamo ringraziare Walter. PD e basta, poi contenuti veri, non finzioni come il tomo delle favole da 290 pagine dell’ultima volta dove Prodi ha garantito tutti, sindacati e imprenditori, verdi e costruttori, comunisti e democristiani. Rilanciare l’economia vuole dire prendere decisioni importanti sulle quali, nei partiti, non si può essere tutti d’accordo, ma nella popolazione sappiamo di avere la maggioranza assoluta. Bene Walter, avanti tutta.

  3.  

    Scritto da: donnameis

    Mercoledi 31 Ottobre 2007 alle 11:26 am
     

    … Analizzando i risultati regionali romani del 14 ottobre si rileva che: 1)  nel collegio Roma 1, la lista “democratici per V.” dove era capolista mr. Lobefaro è quella andata peggio, infatti le altre liste portano a casa in tutto 7 eletti contro 3;  2) nel collegio Roma 4 la lista “democratici per V.” va male perchè nessuno conosceva i candidati imposti dall’alto; 3) nel collegio Roma 19 la lista “D. per V.” prende 4 eletti contro 7 degli altri; 4) nel collegio Roma 21 capolista Mario Di Carlo la lista solita prende 5 eletti contro 6 degli altri (e Di Carlo ne esce con le ambizioni sfasciate); 5) Dove ci sono stati candidati forti la lista “D. per V” è andata bene: collegio 8, 6 eletti a 3; nei collegi 10 e 11, 6 eletti a 4;  nel collegio 27, 8 eletti a 5.
    Cosa dicono questi numeri?

  4.  

    Scritto da: Ughetto

    Mercoledi 31 Ottobre 2007 alle 12:59 pm
     

    Cara Donnameis,…dicono che la vecchia margherita è finita…Troppi pennacchioni, troppa superbia, troppa arroganza, troppa ignoranza, troppo poca libertà e troppo poca democrazia, troppo poca disponibilità all’ascolto, troppa voglia di giudicare…questa è stata la margherita… Pare che il bello guaglione rutelli, stremato da un misero 7-8% di sua rappresentanza eletta nell’assemblea nazionale costituenda, voglia rifare il sindaco di roma: che ne dite? mica si porterà dietro pure le lanzillottole a svendere acea a caltagirone o la centrale dell’acqua a cragnotti? Candidiamo Battisti sindaco piuttosto, onesto e vittima del sistema!   

  5.  

    Scritto da: cesira

    Sabato 3 Novembre 2007 alle 11:24 pm
     

    … la notizia su Rutelli che vorrebbe tornare a fare “lo sindaco” di Roma è vecchia, troppo vecchia, gira da mesi a Roma. Anche perché con questi chiari di luna (rom e degrado avanzato) la vedo dura tornare a competere con la destra romana, giustamente agguerrita e non più disposta a concedere tutti questi spazi ai comunisti di varia estrazione (pcdi, rifondaroli, verdi e d’erme-scatenati). Se Rutelli dovesse correre per “lo Campidoglio”,  vedo un cammino irto di difficoltà. I romani ne hanno piene le “pelotas” del buonismo con cui si è incentivata la presenza di rom ladri e stupratori, di albanesi protettori di prostitute che occupano spudoratamente importanti arterie, di borseggiatori su bus e metropolitane, di zingari che hanno costretto alla chiusura di alcune fermate dei treni (Salone, Muratella, Monte Antenne, Tor di Quinto), all’abbandono da parte dell’utenza di altre (Nomentano, Nuovo Salario, fidene). Il degrado schifoso è una caratteristica peculiare di Roma e dopo 15 anni di ininterrotto governo della città la sinistra ne porta la responsabilità, Rutelli e Veltroni in primis e tutte quelle mezze figure di presidenti di municipio (Lobefaro, Saccone e ora Bottini, Cardente, Caradonna, Giannini, Mastrantonio, Scorzoni, Fantino (extracomunitaria), Medici, Catarci, Prestipino, Ornelli, Paris, Bellini, De Giusti (Una madame per tutte le stagioni) Filardi, Lazzara, in secundis (vere e proprie pippe della politca romana, tutte).  
    Il popolo che paga le tasse non pretende niente di più del rispetto delle regole (italiane e comunitarie) da parte di tutti: italiani, comunitari ed extracomunitari. A Roma ci sono appena 30 volanti della polizia quando ne occorrerebbero almeno 150. Perchè vengono impiegati centinaia (anzi migliaia) di uomini delle strutture pubbliche (PS, CC, GDF) appresso ai ministri e ad altri parlamentari, quando basterebbe fare presidiare le loro case da due vigilantes privati? Una vettura con autista e scorta di tre uomini va fornita solo all’occorrenza! Gli agenti recuperati da quell’inutile lavoro, dovrebbero presidiare il territorio romano con le auto liberate dal quel servizio. Ci vuole poi molto a capire? Tornando a Ruteli, che accetti di fare il lavoro dei peones per qualche anno! Nella vita solo alcuni possono definirsi campioni nel ciclismo, gli altri fanno i gregari avendo lo stesso molte soddisfazioni (specie con 15000 euro/mese e con la pensione che prenderà Franceschino). Ciao Ughetto. 

 


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