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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Esco dal coro: a me così non piace


Roma, 20-06-2007
Fonte: Europa Quotidiano

Leggendo le unanimi dichiarazioni sulle agenzie e i diversi articoli sui giornali di ieri, compreso l’editoriale di Europa, si percepisce uno straordinario entusiasmo per le decisioni del Comitato dei 45.Ringrazio dunque per lo spazio che regalate all’unica persona, forse, che canta fuori dal coro. Non condivido tutto questo entusiasmo. Sia chiaro, la decisione di arrivare a una “sostanziale” elezione diretta del leader da parte dei cittadini è un passo importantissimo se solo pensiamo che fino a qualche giorno fa l’opinione prevalente era di far eleggere una figura con poteri più blandi dall’assemblea costituente. È giusto esaltare la saggezza intervenuta in corso d’opera. Ma questa pure importante decisione non può cancellare le ombre di altre, che incidono assai negativamente sulla chiarezza del percorso che deve portarci, come ci siamo spesso ripetuti, alla costruzione di un soggetto nuovo e non di un nuovo soggetto. La decisione di agganciare la candidatura a leader con una lista e ancor di più quella di adottare il sistema delle liste bloccate, nel loro combinato disposto saranno il modo per traslare ceto politico e apparati di partito nella costituente, magari con l’aggiunta di qualche esponente di quella società civile che di volta in volta viene utilizzato per occupare anche quei minimi spazi che potrebbero essere lasciati davvero alla società civile, alle donne, agli uomini, alle ragazze e ai ragazzi che da anni attendono la possibilità di partecipare e non solo assistere all’iniziativa politica. In questi primi venti giorni di viaggio col pulmino del Partito democratico trascorsi a parlare con tante persone ho raccolto sostanzialmente una sola richiesta: aprite, liberate i processi, create motivazioni vere alla partecipazione, consentiteci di esserci e non semplicemente di assistere. Soprattutto viene richiesto a noi classe dirigente generosità e lungimiranza. Non tanto di fare noi un passo indietro (anche se questa richiesta non è poi così isolata) ma almeno di consentire pari condizioni a tutti di partecipare e misurarsi con il consenso. Io non sono certo tra coloro che sparano contro i partiti, non ho spinte demagogiche e credo anzi che la funzione dei partiti debba essere non solo salvaguardata ma rilanciata. Ma non sono disposto a chiudere gli occhi e ad astenermi di fronte a quelli che io ritengo errori così gravi da rischiare di pregiudicare l’intero progetto, se alla base di questa nostra ambiziosa sfida c’è proprio l’obiettivo di riavvicinare il cittadino alla politica anche grazie ad una nuova capacità di coinvolgimento e di autentica partecipazione. La scelta delle liste bloccate (segnalo che è esattamente quello che abbiamo denunciato come una parte non irrilevante di questa vergognosa legge elettorale) è odiosa, un vero schiaffo in faccia a tutti coloro che si sono illusi che la selezione nel nuovo soggetto potesse finalmente tradursi in sana competizione su proposte chiare in luogo di un rituale e ormai inaccettabile sistema di cooptazione. Se non interveniamo, se non convinciamo chi deve ancora stabilire le regole che questa storia delle liste bloccate va cancellata, se non evitiamo che con l’aggancio delle liste ai leader vi sia una sostanziale cannibalizzazione di tutti coloro che non sono dentro gli apparati di partito, temo che la pure importante decisione di ieri non riuscirà a frenare la grande delusione di coloro che potrebbero di contro rappresentare forza vitale ed energie nuove per il partito che tutti vogliamo. Se non si svincola l’elezione del leader dalle liste tutta l’attenzione si catalizzerà sugli sfidanti segretari, e il voto per le liste non sarà basato su una valutazione delle persone ma i bloccati nelle liste saranno in assemblea solo perché le persone hanno votato questo o quell’altro leader. Vi pare giusto? Vi pare un modo nuovo per selezionare la classe dirigente? In questi giorni mi attiverò per realizzare una raccolta di firme a sostegno di queste due richieste: liste libere senza candidati bloccati; tenere distinte la scheda per l’elezione del leader (come è avvenuto con Prodi due anni fa) e quella con la lista per l’assemblea costituente. Questo non consentirà di tenere perfettamente sotto controllo tutto, magari ci sarà qualche sorpresa, ma vivaddio noi, il partito, la politica hanno dannato bisogno anche un po’ di questo. Che nel paese si crei un atomo di nuova classe dirigente non necessariamente figlia di processi prestabiliti e teleguidati, ma anche di quel che attorno a noi accade e che forse troppo spesso trascuriamo. Per tutti coloro che si riconoscono con questa posizione e per coloro che non hanno solo voglia di lagnarsi, ma anche di combattere per cambiare le cose, io ho da mettere a disposizione un solo piccolo strumento: il mio sito www.robertogiachetti.it e la mia mail roberto.giachetti@gmail.com.


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