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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Ma stiamo scherzando?


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Roma, 03-05-2007

L’editoriale dell’Osservatore romano che definisce esempio di terrorismo le parole del comico Andrea Rivera sul palco del concerto del 1 maggio, merita una piccola riflessione. Proprio ieri, nel post di solidarietà a Monsignor Bagnasco,avevo evidenziato come il dibattito politico, soprattutto su temi di rilevanza etica e morale, si stesse caratterizzando per toni e prese di posizione spesso di molto sopra le righe.

Ebbene, a questo proposito,considero davvero molto grave che il quotidiano ufficiale della Santa Sede utilizzi termini come: “incitazione al terrorismo” “vili attacchi alla Chiesa” in relazione ad alcune battute pronunciate da un comico in una manifestazione pubblica. Resto assolutamente convinto che, quand’anche Rivera avesse avuto un’uscita infelice e l’avesse esternata magari in un contesto inopportuno (ma anche qui, chi è che potrebbe stabilire cosa è più o meno dicibile da parte di chi per mestiere si occupa di satira?) nulla può giustificare una reazione di tali proporzioni, o se preferite, di tali sproporzioni. Le parole sono importanti, e pesano. Tanto più se provengono da un giornale autorevole ed espressione innanzitutto di un’istituzione religiosa, millenaria e presente nella società come la Chiesa cattolica, e che sceglie coscientemente di ricorrere a termini come “terrorismo” per “rispondere” alle critiche di un comico.

Questo è un fatto che non può che lasciare allibiti, e dà in pieno la misura di qualcosa che non funziona, di un meccanismo nel confronto civile e sociale che si è inceppato perchè amplifica all’inverosimile anche episodi marginali che andrebbero eventualmente affrontati per ciò che sono, come frutto di libere opinioni che chiunque deve avere il diritto di esprimere senza che per questo si aprano strumentalmente indebiti ed illusori scenari apocalittici. Dunque non vanno bene gli atti intimidatori a uomini di Chiesa come Bagnasco e pertanto la condanna deve necessariamente essere ferma e totale. Ma altrettanto deprecabili sono simili reazioni, che hanno il solo risultato di rinfocolare polemiche spesso sterili e paventare presunti scontri di civiltà che nella realtà non solo non esistono ma certamente non si materializzano nè sono testimoniati da due battute pronunciate da un attore comico.

Nell’attesa che qualcuno si renda conto di aver oltremodo trasceso, tuttavia, di fronte a tutto questo, altro non si può dire se non “a che punto, davvero basso, siamo arrivati”.


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