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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Una battaglia conclusa bene per una sfida da trasformare in realtà


Roma, 22-04-2007

Ultimo giorno di congresso della Margherita qui a Cinecittà. Una giornata estiva e bellissima, perfetta cornice della conclusione di una tre giorni intensa, emozionante, stimolante, ricca di spunti e contenuti. Sono qui ad ascoltare gli interventi della mattina: bravo Dario Franceschini e molto bravo Franco Marini, nell’attesa della replica di Rutelli che chiuderà il congresso del partito. Sono curioso di ascoltare le parole del Presidente, in gran forma già dalla relazione introduttiva di venerdi, a mio parere uno dei suoi più bei discorsi degli ultimi anni, all’insegna di serietà e solidità politica, grande capacità di visione futura, apertura e dialogo verso le altre forze politiche, alto spessore nei contenuti. Ma devo fare un passo indietro e tornare a ieri, perchè in serata è arrivata l’approvazione del dispositivo del testo unico (comune a Ds e Dl) in cui, tra le altre, si stabilisce che l’Assemblea Costituente del Partito Democratico si svolgerà entro ottobre 2007. Quindi, a seguito di tale decisione, ritenendo esaurita la mia iniziativa non violenta, dopo 41 giorni interrompo il mio digiuno, non senza qualche perplessità dovute essenzialmente al fatto che, arrivati a questo punto, non si comprende quali controindicazioni avrebbe potuto comportare l’indicazione di una data, di un giorno preciso in cui dare il via al Pd. Ma in ogni caso si tratta di un risultato importante, ottenuto dopo un lungo dibattito interno, la cui rilevanza certamente non mi sfugge. Di questo, e per l’amicizia che mi hanno dimostrato in questi giorni, non posso non ringraziare Dario Franceschini e Antonello Soro, che con grande attenzione ed impegno hanno contribuito a rendere possibile un tale esito di cose. Ma accanto a loro, prima di tutti, voglio pubblicamente ringraziare anche tutti i digiunatori e chi in queste settimane mi ha dato una mano, tutti i firmatari dell’appello per la costituente del Pd, tutti quelli che in questo faticoso periodo hanno voluto testimoniarmi affetto, solidarietà, amicizia e vicinanza, insomma grazie di cuore a tutti. Ieri nel corso del mio intervento, parlando della mia iniziativa, ho ribadito l’importanza di concedere a tutti la possibilità di combattere le battaglie politiche e civili con gli strumenti e le armi che ciascuno ritiene più opportuni, più in linea con la propria personalità e con la propria esperienza di vita, senza per questo dover essere giudicati a priori. Ma allo stesso tempo, voglio dirlo con chiarezza, sono convinto e ieri l’ho ribadito, che una volta fissati dei paletti temporali per la fase che si sta aprendo, ora comincia la vera sfida: passare al come costruire il Partito Democratico e al cosa vogliamo che diventi. L’avventura inizia qui, dopo aver sancito l’irreversibilità di questo processo ora dobbiamo passare a tracciare la forma del partito, a riempirlo di contenuti su cui concentrare la nostra azione politica. A questo proposito nel mio intervento ho brevemente proposto di individuare pochi campi di riforma, tra cui quella del sistema scolastico e dell’università che a mio avviso sono le reali priorità da segnare subito in agenda. Insomma, in attesa delle conclusioni di Rutelli e traendo un bilancio dall’atmosfera di questi giorni e dalla qualità degli interventi che si sono susseguiti senza soluzione di continuità, penso di poter dire che senza dubbio abbiamo assisitito ad un dibattito di altissimo livello, il congedo della Margherita nella sua forma migliore.


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