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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Subito la data per la Costituente del Partito Democratico


Roma, 01-03-2007

Lo scenario che si è aperto ieri con il voto di fiducia accordato al governo Prodi ci permette, in parte, di superare la battuta d’arresto della settimana scorsa e consente di riprendere, pur con molte incognite, il percorso intrapreso dalla coalizione di centrosinistra. Non c’è dubbio, però, che quanto accaduto è più di un monito: è la dimostrazione tangibile che, nel quadro di un sistema elettorale che favorisce la frammentazione e che esalta le differenze invece che ricomporle, la prospettiva della stabilità della maggioranza come del governo stesso, viene messa costantemente a dura prova. E’ una questione che riguarda certamente un metodo, che va cambiato; ma investe anche e più direttamente quelle proposte e quegli obiettivi che le forze riformiste considerano indispensabili per far ripartire il paese e che costituiscono il fulcro su cui è impostato il programma di governo. Ecco perché io credo che non ci sia più lo spazio per i rinvii e i tentennamenti. Porre ora le fondamenta del Partito Democratico diviene l’unica possibilità per un cambio di passo che renda più consapevole la componente maggioritaria della coalizione, ed è l’unico segnale chiaro e diretto che possiamo dare ad un elettorato indubbiamente deluso e demotivato di fronte agli eventi recenti. Il mio invito è che la Margherita e i Democratici di sinistra si accordino rapidamente, avviino in tempi brevissimi il processo di costituzione del nuovo partito, che ovviamente dovrà avere l’intelligenza di apririsi alla società civile, indicando, nell’ambito dei rispettivi congressi, una data certa per la convention costitutiva. Gli elettori, i cittadini di centrosinistra, questo vogliono ed in questo progetto credono, prima e – consentitemi - forse di più della classe dirigente chiamata a rappresentarli. Iniziamo a comprendere che è arrivato il momento di dare a tutto questo risposte certe e trasparenti, se non vogliamo che la delusione dei nostri si trasformi in una sfiducia e in un conflitto irrimediabilmente insanabili.


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