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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Una politica per la famiglia


Roma, 25-01-2007

Ho sempre detto che quando si contrappongono le unioni di fatto alla famiglia, da parte di alcuni si pone in atto una mistificazione. Sono fermamente convinto che l’esigenza di garantire diritti essenziali e circoscritti ai conviventi non si traduca in alcun modo in un attentato alla famiglia tradizionale. A questo proposito invito tutti a leggersi i risultati di uno studio del Cnel in tema di politiche sociali, dal quale emergono dati significativi, ovvero che un nucleo su due è composto da uno, massimo due, componenti, e che le famiglie con figli sono in netto calo, soprattutto per ragioni legate alla mancanza di tutele per le donne che lavorano ed in generale per una cronica carenza di risorse. Pensate che la spesa sociale europea per la famiglia ammonta in media all’8% mentre l’Italia è ferma a quota 4%, e che un paese come la Francia destina il 3% del Pil alle politiche familiari a fronte del nostro 0,9%. Di fronte a questi numeri emerge con nettezza il livello di scollamento dalla realtà di certa politica, che sembra trovarsi in un altro pianeta rispetto alle effettive esigenze di una società in continua trasformazione. Allora mi pongo una semplice domanda: ma la valorizzazione della famiglia davvero passa attraverso la assoluta e reiterata negazione di un minimo riconoscimento pubblico, a livello di diritti basilari, per le convivenze more uxorio oppure forse non sarebbe il caso di invertire la tendenza attraverso interventi mirati che garantiscano piu risorse, migliore qualità dei servizi, ma soprattutto efficaci misure volte ad incoraggiare le nascite? Perché non ci si dedica a questo piuttosto che fare battaglie sterili e fuorvianti rispetto ai reali obiettivi che chi davvero intende tutelare la famiglia dovrebbe porsi?


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