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Giachetti a Omnibus Notte: "basta contrapposizioni, il Presidente va eletto al primo scrutinio"


Foto articolo
Roma, 11-04-2013

Il Presidente della Repubblica va eletto al primo scrutinio, senza contrapposizioni tra le parti. Questo l'auspicio di Roberto Giachetti, annunciato durante la trasmissione "Omnibus Notte" su La7.

Questa la sintesi degli altri interventi durante la trasmissione.
 
«Nel PD si discute perché essendo un partito democratico è naturale che ci sia un dibattito»
 
«Noi abbiamo bisogno, almeno su un tema, di procurare una rottura delle contrapposizioni, anche perché ce lo chiedono gli italiani»
 
«All'inizio è stato fatto un tentativo che, occorre dirlo con chiarezza, non è stato un tentativo isolato di Bersani, la direzione ha dato parevole favorevole all'unanimità. Poi quando si manifestano dei dubbi di pensiero e non di voce, questi lasciano il tempo che trovano. La mia opinione è che forse ci si poteva rendere conto prima della situazione in cui ci trovavamo. Resta il fatto che oggi ci troviamo in una situazione che, ne parliamo ormai da parecchio tempo e che gli italiani probabilmente  hanno capito benissimo, è tale per cui è molto difficile uscirne. Il mio pensiero è che noi ci troviamo di fronte a una situazione in cui un rapporto politico strutturale con il Pdl sia di fatto innaturale, inqualche modo irrealizzabile per come sono andate le elezioni».
 
«Scindere il Quirinale dal Governo secondo me è obbligatorio, io non vedo quale sia l'interesse del Pdl di non raggiungere un accordo su un Presidente della Repubblica condiviso  e della mancanza di un Governo, perché sarebbe un fallimento su tutta la linea. Lo sarebbe per il Pdl, a mio avviso lo sarebbe ancheper il PD, losarebbe per la politica, lo sarebbe per il Paese».
 
«In una scala di esigenze la prima da salvaguardare è quella di arrivare ad un accordo sul Presidente della repubblica. Intanto si lavori per una figura istituzionale che è diversa da quella del Presidente del Consiglio, e dove si possa avere un accordo. Dopodiché io penso che per il Paese sia necessario garantire un governo di contingenza, o di scopo, che inevitabilmente allo stato dell'arte deve prevedere un accordo non politico strutturale con il Pdl per fare innanzitutto la riforma elettorale, altrimenti tra due mesi rivotiamo con questa legge elettorale e tutti gli indicatori, atteso che questa legge elettorale è stata concepita per creare un potere di veto delle opposizioni sulla maggioranza, legge inventata per non far vincere Prodi,  noi ci ritroviamo tra tre mesi esattamente nella stessa situazione. Poi magari qualcuno può sperare che siano capovolte le cose per cui magari il premio di maggioranza alla Camera vada al Pdl anziché al PD, ma ci ritroveremmo al Senato con la stessa condizione, che sarebbe una follia perché proietta il Paese in una situazione si stallo per altri sei mesi. Poi ci sono alcune misure urgenti, quasi obiettive, come un intervento sull'Imu e gli interventi sull'occupazione. Dobbiamo capire che il Paese precipita: altri sei mesi in queste condizioni sono inaccettabili».
 
«La mia iniziativa sulla Commissione per la legge elettorale, che porterebbe a un testo in soli 30 giorni, riporta la responsabilità al singolo deputato. Dobbiamo raccogliere 210 firme. Sa quanti hanno firmato? Solo in 51»
 
«Quando due anni fa parlavo, in una trasmissione di questa emittente, di chiudere con il finanziamento pubblico dei partiti, venivo preso per matto anche all'interno del mio partito. Ora è diventata una priorità, e forse non c'era bisogno di aspettare Grillo».
 
«Siamo in un momento di grandissima crisi, le persone si aiutano, le famiglie si aiutano, la comunità si aiutano. In una azienda alcuni dipendenti hanno accettato una riduzione del proprio stipendio a patto che non si licenziassero altri dipendenti. Quello che appare assurdo, quello che stride in questo contensto, è di adeguarsi a questo e a prescindere da tutte le forme di dissenso e capire che gli italiani ci chiedono di fare un salto di qualità.  Mentre autonomamente nella società civile ci si organizza per darsi una mano, la politica continua a vivere esclusivamente di contrapposizioni. L'elezione del Presidente può essere un segnale del cambiamento, la mia speranza è di avere il Presidente eletto al primo scrutinio».

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Il presidente va eletto ieri

Basta tentennamenti ed esitazioni. C'è un mondo che aspetta stabilità e cambiamenti, li aspetta per riuscire a vivere. Presidente e Governo subito, da ieri!

Inviato da patrizia il 11-04-2013alle 22:13