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Radicali, marcia di Natale per l' amnistia


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Roma, 27-12-2013
Fonte: Il Fatto Quotidiano

I radicali non si fermano neanche a Natale. Dopo il flop dei sei referendum "per una giustizia giusta" - che non hanno raggiunto il quorum - sono tornati in piazza con la terza marcia per l' amnistia. Alcune centinaia di partecipanti hanno sfilato per le strade di Roma. I radicali hanno posto l' attenzione soprattutto sulle condizioni invivibili delle carceri italiane. La manifestazione ha raccolto consensi da diverse parti politiche. Tra le personalità che hanno annunciato l' adesione al corteo, il sindaco di Roma Marino, don Antonio Mazzi, i deputati Gozi (Pd) e Mario Marazziti (Scelta civica), il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti.

IL CORTEO è partito intorno alle 9.30 da piazza Pia (nei pressi di piazza San Pietro). I manifestanti hanno fatto tappa davanti al carcere di Regina Coeli. Alcuni detenuti hanno esposto cartelli con la scritta "amnistia", da dietro le sbarre delle finistre. Altra tappa simbolica, quella in via Arenula, davanti al ministero della Giustizia. Anche la piazza scelta per la partenza "ha voluto essere un tributo a Papa Francesco per quei gesti concreti che lo hanno reso un esempio da seguire" in tema di giustizia, come si legge sul sito www.radicali.it . In testa al corteo, dietro uno striscione bianco con la scritta rossa "marcia per l' amnistia, la giustizia, la libertà", lo storico leader Marco Pannella, che per l' occasione ha indossato un cappello da Babbo Natale, con su scritto "amnistia". Alla sua destra, il segretario radicale Rita Bernardini, alla sinistra il ministro degli Esteri Emma Bonino. La manifestazione per l' amnistia ha incassato la "benedizione" del presidente della Repubblica. Il 21 dicembre Napolitano ha inviato una lettera a Rita Bernardini , in cui ha concordato sulla necessità di intervenire per risolvere la "drammatica condizione" delle carceri italiane.

IL SENSO della missiva è inequivocabile: "Cambiare profondamente le condizioni delle carceri in Italia" è "un dovere morale". La lettera del Colle era indirizzata al segretario radicale, ma la platea dei destinatari comprendeva tutto il mondo politico. Lo stesso mondo politico al quale aveva rivolto lo stesso appello a ottobre.


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