Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

"Non si voterà nel 2014 ma ora il governo cambi passo" Ecco la road map di Renzi


Foto articolo
Roma, 31-12-2013
Fonte: La Repubblica

«So che non si andrà al voto nel 2014, né lo voglio. Ma il governo deve cambiare passo, oppure saranno gli altri a cambiare noi». Mentre Matteo Renzi detta la linea, già immagina gli ostacoli che complicheranno il cammino. Per questo, il segretario democratico ha sacrificato la pausa natalizia per fissare una rigorosa road map da sottoporre all' esecutivo. Il nodo, ha concluso, «non è il rimpasto, né aggiungere o togliere ministri». Il problema, piuttosto, sono i contenuti. Quelli che ha in mente assomigliano tantissimo al programma delle ultime primarie del Pd: «Sono i temi su cui ho vinto l' otto dicembre. Devono fare parte del patto di governo, perché la mia proposta è stata votata da tre milioni di persone». Una montagna di desiderata pronta a piombare su Palazzo Chigi. Con una tempistica da brividi. Sembra una partita a scacchi. Condotta però a mille all' ora, perché il tempo non gioca a favore del segretario.

Legge elettorale, job act, diritti civili, immigrazione: il programma di Renzi è quasi pronto e sembra davvero l' ultima chiamata per l' esecutivo Letta. Una terapia choc. Tutta d' un fiato, visto che «il tempo dei rinvii è finito». Il "gong" suonerà presto, già il prossimo tre gennaio. Nelle campagne fiorentine il sindaco riunirà lanuova segreteria per fissare i paletti. Ma la vera accelerazione è in agenda subito dopo l' Epifania. Il calendario renziano ha una data cerchiata in rosso, il dieci gennaio. Quel venerdì il leader presenterà ufficialmente la proposta di riforma della legge elettorale e l' atteso job act. Il 14, poi, riunirà i senatori democratici per spiegare il reset del Senato, almeno nella sua forma attuale. Il giorno successivo presiederà la direzione pd per sviscerare i contenuti del job act. E il 16 invierà una missiva a tutti i circoli e amministratori locali dem, presentando il patto di coalizione. Non tutto potrebbe filare liscio, ripetono i renziani. Tensioni e veti gravano sul quadro politico.

La madre di tutte le battaglie, comunque, resta la legge elettorale. «A gennaio parte l' offensiva - promette Renzi - dobbiamo ottenere il via libera in commissione entro fine mese». E l' ok definitivo della Camera entro metà febbraio. Il segretario, però, teme la trama del partito dei governisti. Ha chiaro, soprattutto, il rischio di scontrarsi con manovre dilatorie. Per questo lavora personalmente al dossier della riforma, vagliando le tre ipotesi in campo: doppio turno sul modello del sindaco d' Italia, Mattarellum corretto e, infine, un ibrido partorito in queste ore dai renziani. Si tratta di un Mattarellum senza quota proporzionale - a collegi invariati - che assegni il 75% dei seggi con l' uninominale e distribuisca il restante 25% tra premio di maggioranza e diritto di tribuna. Roberto Giachetti, intanto, avverte: «Se i tempi si allungano riprendo lo sciopero della fame».

Riforma elettorale, ma anche job act. Una svolta, rileva Marianna Madia, "che non si concentrerà solo sulle tipologie di contratto, ma partirà dalla necessità di creare posti di lavoro". La road map non si esaurisce però con questi due tasselli. L' elenco dei provvedimenti da inserire nelpatto di governo è lungo: riforma della Bossi-Fini, introduzione dello ius soli, una civil partnership per le coppie omosessuali, una nuova legge per la cooperazione internazionale, provvedimenti per l' impresa sociale, una nuova normativa sulle adozioni (anche dopo il drammatico caso degli italiani fermati in Congo), servizio sociale obbligatorio. Ma non basta. Perché l' offensiva renziana proseguirà anche nei mesi successivi. A febbraio il segretario lancerà una campagna sulla scuola, inaugurando una serie di incontri con gli assessori dem e gli operatori del settore. A marzo, poi, sono fissate due kermesse pubbliche. La prima, a Firenze, sull' Europa. La seconda sul Mediteranno, a Palermo.

Nel piano choc di Renzi c' è spazio anche per il partito. E non solo per mettere mano ai problemi di bilancio e al nodo del quotidiano "L' Unità". A febbraio si eleggono i nuovi segretari regionali (al Nord i renziani puntano all' en plein), mentre a maggio cinquemila Comuni torneranno alle urne. "E chissà se Alfano si alleerà con Berlusconi", va ripetendo il leader. Non ci saranno elezioni politiche nel 2014, profetizza Renzi. Di certo si voterà per le Europee. Ecco allora che il segretario ha in cantiere per aprile una campagna sul web con unobiettivo preciso: strappare voti a Grillo, puntando il dito sulle eventuali resistenze del Movimento cinque stelle al piano di riforme. Né è destinato a fermarsi il bombardamento della componente renziana per incalzare l' esecutivo, come si intuisce dalle parole di Simona Bonafé:. "A Letta abbiamo chiesto un cambio di passo, è il tempo dei fatti". Come pure in quelle di Ernesto Carbone: "Occorre tagliare subito la spesa intermedia e riformare la P. A. nella direzione della meritocrazia". Alessia Morani, poi, sembra sfidare i recenti richiami del Colle sulle carceri: "Affronteremo il sovraffollamento. E lo faremo con un approccio sistemico, evitando provvedimenti clemenziali".

Schermaglie, in vista del lungo braccio di ferro che attende il governo. Certo, da palazzo Chigi si giudica come cauta apertura l' intervento sulle riforme dei due fedelissimi renziani Maria Elena Boschi e Lorenzo Guerini, ma resta chiaro che la sfida si gioca soprattutto nel rapporto tra il segretario e il tandem Letta-Alfano. E basta ascoltare Renzi per fiutare l' aria che tira: "Non sono come loro, io ho la legittimazione popolare delle primarie. Posso ragionarci, ma non accetto di essere il terzo gemello…"


Ci sono 2 commenti - Commenta l'articolo commenta



architetto

non ci possono essere dilazioni .... siamo all'ultima spiaggia e questa volta è veramente l'ultima occasione , in primavera ho sostenuto bersani , poi nelle ultime primarie sono passato a renzi perchè si impegnava nel partito e dal partito ora sta tentando di cambiare l'Italia ... fora mi piace sono contento della scelta fatta ... ma niente delusioni o tentennamenti.

Inviato da giancarlo il 31-12-2013alle 05:12
architetto

non ci possono essere dilazioni .... siamo all'ultima spiaggia e questa volta è veramente l'ultima occasione , in primavera ho sostenuto bersani , poi nelle ultime primarie sono passato a renzi perchè si impegnava nel partito e dal partito ora sta tentando di cambiare l'Italia ... fora mi piace sono contento della scelta fatta ... ma niente delusioni o tentennamenti.

Inviato da giancarlo il 31-12-2013alle 05:12