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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Magnifici dottori


Roma, 20-12-2006

Il ministro dell’Università Fabio Mussi mette un freno alla proliferazione delle lauree honoris causa, che, pensate, solo nel 2006 i nostri atenei hanno assegnato a 200 personaggi degni e meritevoli. La ragione del richiamo ad un maggior rigore nelle scelte deriva proprio dalla piega che questa prassi ha assunto con il tempo, in cui le ragioni di marketing, pubbliche relazioni, di ricerca di un maggior appeal da parte delle università anche per incrementare il numero delle iscrizioni hanno di fatto soppiantato l’honoris causa derivante da requisiti di eccezionalità in possesso della persona insignita. Ho letto sul tema un divertente articolo di Severgnini sul Corriere di oggi. Inoltre ho scoperto che persino il mitico Califfo (Franco Califano, il Prévert di Trastevere”, “il Brel romanesco”, queste sono solo alcuni degli epiteti che fans e critica gli hanno affibbiato nel tempo ) ha ricevuto l’ambita onoreficenza, ma non in Italia bensì dalla facoltà di Filosofia (!) dell’università di New York. La motivazione: “aver scritto una delle più belle pagine della canzone italiana”, come recita la biografia tratta dal suo sito ufficiale. Prima di lui la stessa facoltà aveva assegnato il titolo a Eduardo de Filippo e Francesco Cossiga. Bè, per chi conosce le sue canzoni e ama il “neorealismo” presente in tutti i suoi testi più celebri non potrà che far piacere. Ma avrei capito la facoltà di lettere, di scienze delle comunicazioni (come Vasco) ma filosofia perchè? Non sarebbe meglio se le lauree honoris causa per lo meno provenissero da facoltà in cui lo studio attiene strettamente al percorso umano o professionale del premiato? Mi sorge un dubbio: e se avessero voluto premiare il Califfo per la sua filosofia di vita?E tutto il resto è noia..


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