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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Binetti 2 la vendetta


Roma, 21-11-2006

A proposito della fiction di Raiuno “il padre delle spose”, andata in onda ieri sera, la senatrice Binetti si è così espressa: “E’ altamente inopportuna una trasmissione che tocca un problema su cui ancora non si è discusso adeguatamente ma che tutti sappiamo essere un tema incandescente nell’opinione pubblica, e che comunque non fa parte del programma di governo”: la senatrice Paola Binetti della Margherita non gradisce il palinsesto Rai di questa sera, quando sulla prima rete andrà in onda “Il padre delle spose”, la fiction dove Lino Banfi accoglie sua figlia lesbica e la di lei moglie. Per l’esponente ‘teodem’ della maggioranza, se già è “inopportuno” che il tema venga trattato “sul primo canale in orario di massima esposizione all’audience”, ancora più grave è la presenza di Lino Banfi nel cast. “E’ una decisione inopportuna anche perché il tema è affidato ad un personaggio gradevole e simpatico, che può effettivamente essere considerato nonno degli italiani - afferma Binetti interpellata telefonicamente per un commento - e con cui molti padri e nonni potranno facilmente identificarsi”. “Una volta di più - afferma Binetti in riferimento al recente provvedimento del ministro Livia Turco sulle droghe leggere - stiamo andando contro il comune sentire degli italiani”.

Noto dunque che alla senatrice non bastava farsi portavoce di una presunta corrente maggioritaria all’interno della Margherita, ma nel caso specifico la Binetti si incarna in alfiere dello sdegno di milioni di italiani il cui comune sentire si scontrerebbe con i temi affrontati in una fiction televisiva. Ciò che colpisce, al di là del mancato gradimento del prodotto su cui personalmente chiunque può dire la sua, è quella sottolineatura sul fatto che l’argomento non faccia parte del programma di governo, come se la cultura televisiva, in tutte le sue forme love, dovesse modellarsi sui dettami di un programma politico! E nemmeno il buon Lino Banfi sfugge all’anatema della senatrice, lui, reo di aver prestato la sua immagine rassicurante e bonaria in una fiction incentrata su un tema incandescente sul quale l’opinione pubblica, evidentemente, non è in grado di dare un giudizio se prima non se ne discute abbastanza.. sarebbe interessante capire dove, nelle aule parlamentari? sui giornali? ma la tv non è forse un pilastro del mondo dei mass media, non è essa stessa in grado di sollecitare un dibattito libero ed aperto tra le persone oppure è la politica che deve fare i palinsesti della Rai, naturalmente dopo averne adeguatamente discusso, per carità..? A questo punto quali saranno le prossime mosse? Non è che dobbiamo aspettarci una forma di censura in Commissione di Vigilanza, magari attraverso una risoluzione ad hoc, sottoscritta da altri 51 parlamentari della Margherita?


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