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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Sul decreto Turco


Roma, 16-11-2006

Ancora una volta sui quotidiani capita di imbattersi in legittime opinioni personali di esponenti della Margherita, che vengono rappresentate dagli stessi come posizioni prevalenti nel partito, o addirittura nell’elettorato. Alle parole della Binetti dell’altro ieri sono seguite poi quelle di Castagnetti (che pure stimo molto), di Bobba e di Carra, contro la decisione del ministro Turco di innalzare da 500 a 1000 milligrammi i quantitativi di cannabis consentiti per uso personale. E’ la loro legittima e personale opinione che, in quanto tale, rispetto. Ma sia chiaro che quella è la loro posizione e non quella della Margherita che, almeno per i suoi componenti al governo, non può non aver approvato questa decisione. La loro non potrebbe essere “la” posizione del partito, anche perchè non mi risulta si sia mai discusso o deciso in sedi formali su tale argomento. Molti nella classe dirigente della Margherita pensano altrettanto legittimamemente che invece la Turco abbia fatto bene; molti nella Margherita pensano che hashish e marijuana non siano droghe più dell’alcool e del fumo, alcuni ritengono inoltre che l’uso di queste sostanze vada depenalizzato. La mia opinione è che posizioni assai diverse da quelle di Castagnetti, Binetti, Carra e Bobba ve ne siano molte non solo nel partito ma anche nel nostro elettorato. E forse è arrivato il momento che, nel rispetto della natura e della missione della Margherita, ci si faccia carico di rispettarne la vocazione pluralista, avendo cura, quando le opinioni sono personali, di non rappresentarle in modo tale che vengano percepite come maggioritarie o prevalenti all’interno dei partiti.


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