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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Guai ad uccidere Saddam


Roma, 06-11-2006

Il tribunale che ha emesso la sentenza di condanna a morte per Saddam Hussein rischia di rendere ancora più difficile e cruenta la situazione in Iraq. Le parole di Bush, che definisce la decisione una “pietra miliare della democrazia” sono quanto di più distante dalla nostra tradizione e dalla nostra etica e si commentano da sole. Non possiamo considerare questa come una vittoria della giustizia, ed in quest’ottica forse sarebbe stato preferibile che Saddam venisse giudicato nel quadro di una giurisdizione internazionale, nel pieno rispetto dei diritti dell’imputato e senza prevedere la pena capitale.

Faccio mie le parole dello scrittore Sandro Veronesi (sul Corriere di ieri) che, aderendo all’appello contro la pena capitale a Saddam promosso da Nessuno Tocchi Caino, ha sostenuto che sarebbe un bene la non applicazione della pena di morte soprattutto per l’Iraq, e che abolirla sarebbe un segnale prezioso in via di un cammino di pacificazione di cui quel paese necessita come pochi. Ha anche aggiunto, ed è verissimo, che se si vuole veramente la pace non si comincia il percorso uccidendo una persona, pur responsabile di gravi crimini ed atrocità.

La legge non può e non deve uccidere, mai.


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