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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Torsello e l’ipocrisia del mondo del calcio


Roma, 27-10-2006

Noto con malcelato fastidio una sorta di “disinteresse mediatico” nei confronti della vicenda di Gabriele Torsello, il reporter italiano rapito in Afghanistan. Accanto all’impegno della Farnesina che da giorni sta attivando tutti i canali e le piste praticabili per la liberazione del giornalista, ed al di là dell’appello dell’Ucoii e dei Talebani (Torsello si è convertito all’Islam) non mi sembra però di riscontrare né nell’opinione pubblica né soprattutto nel sistema mediatico generale (fatta eccezione per la carta stampata) l’attenzione che la vicenda a mio avviso meriterebbe.

È notizia di ieri l’accorata preghiera dei genitori del freelance affinchè vi sia una mobilitazione e una sensibilizzazione sul caso di Gabriele che passi anche attraverso iniziative da parte del mondo del calcio, così come avvenuto ad esempio per la liberazione di Giuliana Sgrena. La famiglia ha chiesto alla Lega Calcio di lanciare un appello negli stadi, ma la richiesta ha avuto esiti negativi perche, a quanto pare, la Lega sostiene che in questo momento vi siano altre priorità. Ecco davvero non riesco a capire perché si debbano usare due pesi e due misure rispetto ad analoghe vicende; mi imbarazza l’ipocrisia del mondo del calcio e non riesco a trovare una ragione valida a questo rifiuto.

Attendo di capire dalla Lega e dal suo Presidente quale siano queste altre priorità ed il motivo per cui le società non intendano dare anch’esse il minimo contributo, ripeto il minimo, affinchè si amplifichi la cassa di risonanza e si concorra ad un esito positivo della vicenda. Domani la famiglia andrà comunque in onda su Al Jazeera e farà da lì il suo appello. Sono preoccupato perche mi sembra una situazione già vissuta nel recente passato; reporter freelance, “integrato” e vicino a quelle popolazioni e a quelle terre, criticato in patria per le scelte di vita, troppi silenzi, errori di sottovalutazione, e troppo poca mobilitazione. Sarebbe davvero un fatto grave se la Lega Calcio non ci ripensasse.


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