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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

L' Italicum e la mappa del potere È iniziata la battaglia dei collegi


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Roma, 26-01-2014
Fonte: Il Resto del Carlino

LA BATTAGLIA sul tema è appena cominciata: «Bisognerebbe prendere chi ha disegnato i collegi elettorali dell' Italicum - sogghigna Roberto Calderoli, indimenticato autore del Porcellum - e fargli il controllo del tasso etilico nel sangue». Da esperto indiscusso della materia, l' ex ministro delle Riforme spiega così la sua battuta: «Alla pagina uno della bozza della legge ora in commissione c' è una cartina dei collegi disegnati senza contiguità e continuità dei territori; insomma, sembra un quadro astratto, un qualcosa in cui si è voluto mischiare il diavolo e l' acqua santa ed è uscito fuori, ovviamente, il diavolo». Già, perché «il collegio è il potere» e tutto dipende da «chi» disegna e «come» lo disegna.

PER CALDEROLI, il «diavolo» in questione sarebbe il Pd. Che nello schema «di gioco», sempre secondo l' ex ministro, avrebbe unito «realtà non confinanti» dove però «c' è preponderanza di voto a sinistra», penalizzando così quelli che sono prevalentemente di centrodestra. «È probabile - risponde a distanza Roberto Giachetti, renziano, che ha fatto per due volte lo sciopero della fame per cambiare il Porcellum - che stavolta i collegi siano stati scritti un po' frettolosamente, ma proprio per evitare che la loro riscrittura subisca l' accanimento dei diversi partiti, alla fine sarà meglio dare la delega al governo per questo scopo, sperando che non la mandi per le lunghe e ci consenta di approvare tutto nei tempi che ci siamo dati».

GIACHETTI non lo dice, ma uno dei problemi che ha oggi l' accordo Renzi-Berlusconi sulla legge elettorale si chiama Alfano. Nel senso di Alfano ministro degli Interni. E cioè che Forza Italia non si fida affatto a dare in mano al Viminale la composizione della nuova geografia dei collegi. Il rischio è che alla fine, al momento del voto (segreto) in Aula, si saldino insieme (soprattutto al Senato) i piccoli partiti e la sinistra Pd creando un blocco in grado di far saltare l' intera impalcatura. «Tutto questo è certamente possibile - dice il professor Roberto D' Alimonte, ispiratore dell' Italicum -, ma non credo che saranno i collegi a far detonare la rottura; Forza Italia e il Pd non avranno troppi problemi, anche se le pressioni saranno forti». «Per fare un esempio - prosegue D' Alimonte - i problemi ci potranno essere qualora un candidato di Cortona, con un bacino elettorale che arriva fino ad Arezzo, si veda spostare il suo collegio verso Siena o Grosseto, casomai a maggioranza contraria alla sua. Insomma, il potere del collegio sta tutto qui, da come viene disegnato può dipendere il fatto di essere più o meno eletti».

«ED È DUNQUE - chiude il professor Gianfranco Pasquino, politologo - anche un problema di rappresentanza; chiaro che, disegnare i collegi in un certo modo e unirli a sbarramenti alti, compromette l' ingresso dei piccoli partiti e dunque, appunto, la rappresentanza; ma questo non mi sembra il principale cruccio di Pd e FI...».


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Collegi

Si approvi con urgenza la legge elettorale delegando il governo - in particolare la presidenza del consiglio o il ministro Delrio - a ridisegnare entro due mesi i collegi in modo da evitare il fenomeno di jerrymandering. Ma non si subordini l'approvazione della legge elettorale all'approvazione della legge delega.

Inviato da elia il 28-01-2014alle 00:53