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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Legge elettorale, Giachetti vede il traguardo: mi sembra un miracolo


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Roma, 02-02-2014
Fonte: Corriere della sera

Sono anni che Roberto Giachetti protesta e chiede invano che si approvi una nuova legge elettorale. Nell' inerzia generale, e nella paralisi, ogni tanto si scopriva che il deputato democratico, radicale di formazione, era in sciopero della fame. Ora, pare, siamo a un passo dal successo. Ma è un passo a rischio sgambetti.

Giachetti, è ottimista o pessimista?
«Guardi, essere arrivati fino a qui mi sembra già un miracolo. Se un mese fa mi avessero detto che la legge entro gennaio sarebbe arrivata alla Camera, avrei messo non una ma dodici firme».

Un rallentamento però c' è stato.
«Sarei stato più contento se si fosse andati avanti già questa settimana, ma va bene così. Sono soddisfatto perché, nonostante mille tentativi di stop, le pregiudiziali di costituzionalità le abbiamo superate».

Il miracolo, però, ancora non s' è compiuto.
«Ah, certo. È un miracolo ancora pieno di insidie e di trabocchetti. Anche perché quelli che finora hanno vissuto di chiacchiere provano a resistere. Bisogna essere vigili».

Che può succedere?
«Nel voto segreto si può provare a far saltare qualche elemento che farebbe crollare tutto».

I primi franchi tiratori ci sono già stati.
«Sì, ma pochi. Non m' era mai capitato che ce ne fossero così pochi. Non ho mai visto voto segreto più blindato. Un inizio incoraggiante».

I 5 Stelle proveranno a fare qualche scherzo o sono già fuori dal gioco?
«Purtroppo si sono messi fuori loro. Hanno scelto di non avere voce in capitolo. Non credo che vogliano fare altri blitz. Quelli che hanno fatto finora del resto non hanno avuto alcun esito. Spero che abbiano capito che il piano su cui misurarsi è un altro. Anche Grillo li ha sconfessati, invitandoli a stare calmi».

Lei di ostruzionismo se ne intende.
«Certo, ma i 5 Stelle sono andati oltre. Finché stressi il regolamento e fai ostruzionismo vero è un discorso. Ma quando passi ad azioni più o meno squadriste, è un altro. Non puoi gridare al colpo di Stato ogni cinque minuti. Non sei più credibile»


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