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Legge elettorale, Giachetti: il treno ormai è partito


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Roma, 02-02-2014
Fonte: La Gazzetta di Mantova

«Ormai il treno è partito, non credo che qualcuno si prenderà la responsabilità di fermarlo». Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera del Pd e fervido sostenitore della marcia forzata della legge elettorale, commenta senza preoccupazione il posticipo dell' esame ma invita a vigilare.

Questo slittamento e qualche decina di franchi tiratori sulle pregiudiziali sono segnali di avvertimento?
«Non credo. Certo, sarebbe stato meglio partire la settimana prossima ma il percorso è ormai avviato. Ma bisogna vigilare, perché come si è visto anche con le iniziative grilline, a resistere sono in tanti. Il treno ormai è partito e credo sia difficile fermarlo. Chi si assume la responsabilità di farlo, dovrà spiegarlo agli italiani».

Dalla minoranza del Pd negano di voler frenare ma dicono: con la fretta, come si è visto, si fanno errori. C' è ancora spazio per cambiare?
«Intanto parlare di fretta dopo tanti fallimenti è singolare. Poi fino ad oggi non si è fatta la legge elettorale perché ciascuno pretendeva che passasse la propria. C' è un percorso parlamentare, ma se si fa una mediazione, le eventuali modifiche siano concordate tra tutti coloro che partecipano all' intesa. Solo così, c' è spazio per altre correzioni».

Il nuovo corso di Renzi sembra reggere nel rapporto con la minoranza del partito o i malumori restano sottotraccia?
«Sulle pregiudiziali si diceva dovessero annidarsi le peggiori resistenze e non è stato così. Avremo altri voti segreti e ci sono tante insidie ma credo che sia nella consapevolezza di tutti, anche della minoranza, che se perdiamo anche questa strada, buttiamo a mare l' ultima possibilità per la politica di recuperare credibilità».

Nel Movimento 5 Stelle sono nervosi perché il Parlamento sta facendo le riforme. D' accordo con questa lettura?
«Assolutamente. Aggiungo che noi abbiamo messo in campo una proposta per dialogare anche con loro ma si sono chiamati fuori, ci hanno insultato come sempre. Pensavano che, uscendo dalla partita, il processo si sarebbe fermato e invece si va avanti. Per questo soffrono e reagiscono in modo scomposto».

Alfano chiede il rimpasto con i renziani in squadra. Altrimenti non si va avanti.
«Questa teoria per cui Letta va avanti se ci sta un pezzo di una corrente e un pezzo di un' altra, è quella che ha portato alla degenerazione dei governi in questi anni. L' esecutivo faccia le cose che servono, il ruolo del Pd anche grazie a Renzi è di rifornire d'iniziative e proposte che consentano effettivamente di vedere un cambiamento».


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treno

spero sia un bel treno grande perché con questa legge bisognerà imbarcare tutti i partitini da Storace a Diliberto, e non dovranno nemmeno pagare il biglietto passando dal voto....però l'importante è che il treno vada, se nella direzione giusta non importa

Inviato da corrado amerini il 03-02-2014alle 15:05