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M5S va alla guerra totale: «Boldrini si deve dimettere»


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Roma, 04-02-2014
Fonte: Il Fatto Quotidiano

La guerra è esplosa. Tra il Sistema, che da quattro giorni ha la faccia di Laura Boldrini, postcomunista eletta presidente della Camera, e il Movimento 5 Stelle, scivolato più volte in feroci infortuni di comunicazione. In queste ore spunta di tutto in mezzo al conflitto, persino un impensabile Formigoni, senatore alfaniano, che si pone un dubbio dopo le esternazioni boldriniane alla trasmissione di Fabio Fazio domenica sera: "Quello dei grillini è stato un comportamento da teppisti di strada ma le parole della Boldrini da Fazio sono altrettanto inaccettabili: lei deve ricordare che rappresenta tutti, è il presidente della Camera ed è scaduta sul loro stesso piano".

Già, come farà la Boldrini a fare il presidente di un terzo del Parlamento che considera "eversore" e soprattutto "potenzialmente stupratore", per via del noto video sul blog grillino, "Cosa succederebbe se tu ti trovassi la Boldrini in macchina", e della relativa deflagrazione di commenti volgari e sessisti, ben oltre l' insulto? Sulla questione dell' eversione, anche Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera e renziano del Pd, ha qualcosa da obiettare in un' intervista al fattoquotidiano.it : "Gli insulti sono disgustosi ma non puoi relegare tutto questo all' eversione e all' attentato della democrazia. Perché così finisce tutto fuori scala. E in questo senso quando sei presidente della Camera hai un dovere in più. Chi come me ha vissuto il 1978 sa cosa sono l' eversione e i movimenti eversivi. E quello che è successo - ripeto, gravissimo e disgustoso - non può essere relegato a una tendenza eversiva".

L' OPERAZIONEè chiara, tranne Berlusconi che è alla finestra (solo Giuliano Ferrara si dà da fare, da una posizione di nicchia però), il blocco governo (Letta), Quirinale e Pd muove all' assalto dei grillini, con la scontata accusa del nuovo fascismo. E i toni non sono destinati ad abbassarsi. In assemblea i parlamentari del M5S hanno dichiarato battaglia ai decreti in arrivo questa settimana e l' ex capogruppo alla Camera, Lombardi, chiede le dimissioni della Boldrini: "Indipendentemente dalle persone, su cui non c' è un giudizio, stiamo valutando la loro adeguatezza al ruolo che dovrebbero avere e ci sembra che non ci sia più l' imparzialità necessaria a ricoprire questi ruoli. Andremo avanti". In questa fase concitata del M5S c' è poi da distinguere una linea interna ai gruppi parlamentari che prende le distanze dalla disastrosa campagna di due volti grillini della comunicazione come Messora e Casalino. Al primo, Messora, è sfuggita (?) un' altra battuta contro la Boldrini che si commenta da sola: "Cara Laura, volevo tranquillizzarti. Anche se noi del blog di Grillo fossimo tutti potenziali stupratori, tu non corri nessun rischio!".

MESSORA ha chiesto scusa ma questo non ha impedito a Ivan Catalano, deputato grillino, di sospettare una strategia autodistruttiva, invitando il guru Casaleggio a riprendersi i consulenti mandati a Roma per la cosidetta Pnl, Programmazione neuro linguistica: "Far dipendere la politica dalla comunicazione e dal marketing la svuota dai contenuti. Direi che in meno di 10 mesi ci siamo adeguati alla comunicazione peggiore che potevamo fare. L' uso della rete come grande strumento infamatore di massa è la nuova frontiera. La rete dovevamo usarla per fare partecipare le persone alla politica. Casaleggio riprenditi il consulente che ci hai mandato". Da un lato i parlamentari, dall' altro il grillismo della rete, che ieri ha avuto pure un giallo. Sul blog del comico è apparso un tweet attribuito alla Boldrini: "Chi segue il blog di Grillo non si confronta sui contenuti ma offende in modo sessista. Sono potenziali stupratori". Montecitorio ha smentito il tweet. Chi ha confezionato, allora, il fake?


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