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I renziani accelerano sull'Italicum per essere pronti al voto


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Roma, 27-02-2014
Fonte: L'Unità

Il governo è nuovo. Ma la battaglia resta la stessa. La prossima settimana la legge elettorale tornerà in aula per essere approvata almeno da un ramo del Parlamento. E, assicurano i renziani, con le modifiche già concordate. Nulla da fare quindi per l' emendamento Lauricella che vincola l' approvazione di un nuovo sistema di voto alla modifica del Senato ma soprattutto è la clausola di salvaguardia di una legislatura fino 2018. «Sull' Italicum l' obiettivo del Pd è andare avanti con determinazione», dice Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria Pd. «Tra sei mesi si va votare», tagliano corto i più giovani dei renziani.

Governo nuovo, squadra ancora in pieno cantiere - la riserva su viceministri e sottosegretari sarà sciolta solo oggi - ma non è cambiato nulla. Alla faccia della promesse fatte durante le consultazioni soprattutto a Ncd. «Se qualcuno cercava l' esatta interpretazione delle parole del premier circa precedenza e contestualità di legge elettorale e riforma del Senato, oggi ha avuto la risposta», commenta un deputato presente alla riunione dei capi gruppo ieri alla Camera. È da qui che bisogna partire per raccontare come il primo giorno di vita del Renzi 1, nato coni numeri del precedente esecutivo, assomiglia invece all' inizio di un lungo conto alla rovescia. A fine mattinata il governo ritira il decreto salva -Roma che rischia di essere affondato da 350 emendamenti grillini. La presidente Boldrini convoca la capigruppo per decidere come impegnare l' aula rimasta improvvisamente senza provvedimenti da discutere.

La proposta è di approvare il ddl sugli eco-reati e la delega fiscale. Votano tutti compatti. Tranne il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta: «In meravigliosa solitudine e massima coerenza chiedo che invece venga subito portato in aula l' Italicum. Possiamo approvarlo in due giorni». Gelo. Che diventa imbarazzo quando prende la parola il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti (Pd). «Mi spiace per il mio capogruppo Roberto Speranza, ma propongo anch' io di cominciare subito a votare sull' Italicum». Boldrini opta per la prima scelta. «La maggioranza affonda l' impegno di Renzi» provoca Brunetta. La legge elettorale sarà in aula la prossima settimana. Ma l' accelerazione di Giachetti, «più renziano di Renzi» non può passare inosservata. Il punto adesso è quale Italicum sarà votato. Sono in cassaforte, perché risultato di trattativa diretta Renzi-Berlusconi, l' innalzamento dal 35 al 37% della soglia per accedere al premio e l' abbassamento dal 5 al 4,5% della soglia minima per ciascun partito per entrare in Parlamento.

Il governo, si apprende da fonti di palazzo Chigi, non sarebbe però intenzionato ad assumere come proprio l' emendamento Lauricella. «Sarà un ordine del giorno» è l' ipotesi che viene fatta circolare. «Impossibile - dice l' onorevole del Pd che lo ha presentato - il governo non può impegnarsi a modificare la Costituzione». L' emendamento sarà quindi presentato e messo in votazione «a scrutinio segreto» visto che si tratta di materia elettorale. «E a quel punto sarà approvato dall' aula». I dadi tornano così alla casella di partenza: per avere una nuova legge elettorale, con le forze e i numeri di questo Parlamento, occorre come minimo la modifica costituzionale del Senato. Almeno un anno di tempo. Può reggere il governo Renzi rispettando tempi e promesse? Molto difficile. A meno che lo diaspora grillina non offra una nuova maggioranza.

In questo clima, oggi sarà completata la squadra di governo, circa 45 caselle che si aggiungono alle 18 (premier, sottosegretario e 16 ministri) già occupate. L' accordo sui numeri è stato faticosamente trovato: 22 al Pd di cui 8 all' area Cuperlo, 5 all' area dem e 9 ai renziani; 9 a Ncd; 5 a Scelta civica; tre ai Popolari, uno al Centro democratico di Tabacci, uno ai socialisti, uno al Maie (italiani all' estero). Il premier tiene il punto su Lotti, Di Giorgi, Ginetti, Manzione, Bonafè, Rughetti, Richetti, De Angelis e un paio di esterni come Luna o Quintarelli (agenda digitale) e Giani (Sport). Cuperlo ha blindato Velo, Legnini (Infrastrutture o Sviluppo economico) Bubbico, Basso di Caro, Merlo, Rubinato. L' area dem, Giacomelli (editoria), Fiano e Baretta. Morando dovrebbe entrare come veltroniano. Enrico Letta ha chiesto ai suoi di non entrare nonostante gli inviti.


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