Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Politica > articolo

Italicum: il digiuno delle idee (altrui)


Foto articolo
Roma, 12-03-2014

Da quando è iniziato alla Camera l’esame della legge elettorale mi sono astenuto da qualsiasi intervento pubblico. Ho ricevuto in questi giorni molti calorosi attestati di stima, una buona dose di insulti e ripetuti scherni sul mio digiuno. Ora che la legge è stata approvata alla Camera e passa al Senato (pur consapevole che una tappa importantissima è stata raggiunta ma che ancora tante sono le insidie)provo a dirvi apertamente qualche mio pensiero del quale, come sempre, ciascuno farà l’utilizzo che vuole.

LO SCIOPERO DELLA FAME: ho cercato di spiegare costantemente che un’iniziativa non violenta non si fa per ottenere qualcosa per sé ma per imporre agli altri il rispetto degli impegni presi. Basta riprendere le mie numerose dichiarazioni nelle quali ho sempre spiegato che la mia iniziativa era volta a far sì che la politica tutta rispettasse l’impegno assunto con gli italiani: cambiare la legge elettorale (l’allora Porcellum). Tutti sanno, ci tornerò, quale fosse per me l’opzione migliore ma non è mai stato quello- ripeto mai - l’obiettivo del mio sciopero della fame. Non ho mangiato per complessivi 191 giorni per chiedere alla politica di cambiare verso e dimostrare alle persone che gli impegni li rispettiamo. Per ora alla Camera questo è accaduto; mi auguro che rapidamente avvenga anche al Senato.

LA LEGGE: le mie considerazioni sulla legge le ho fatte qualche settimana fa su questo blog e, per chi fosse interessato, rimando a quel post. Aggiungo solo qualche riflessione di carattere generale. Sul tema della riforma della legge elettorale è accaduto un po’ quello che accade nel calcio: spuntano allenatori da tutte le parti e ciascuno di noi ritiene di avere la chiave magica per risolvere i problemi. Così si è sviluppato il dibattito tra i politici, tra i giornalisti, tra gli opinionisti, tra i costituzionalisti e anche tra persone comuni. Purtroppo c’è stato un altro fenomeno legato al calcio: il tifo. Ascoltando silente e attento tutto il dibattito parlamentare, leggendo i fiumi di parole versate sui giornali e quelle pronunciate nei programmi televisivi mi è parso evidente che, salvo rarissime eccezioni, prevalesse quello che purtroppo sta ammazzando la politica: il tifo, il bisogno di prendere una posizione a prescindere, a prescindere dall’effettivo merito delle norme che si discutevano, a prescindere dalla consapevolezza che non sempre quello che non conviene a me sia di per sé uno schifo, a prescindere dalla capacità/volontà di distinguere nell’analisi senza abbandonarsi a quello che troppi praticano: il pregiudizio. Soprattutto è mancata l’onestà intellettuale di ammettere che se davvero si vogliono fare delle regole il più possibile condivise queste devono necessariamente contenere mediazioni, compromessi, a volte anche contraddizioni. Non è possibile fare diversamente altrimenti semplicemente non si fa, come accade da anni nel nostro Paese e non solo in tema di legge elettorale. Fare ha un prezzo ed è molto più difficile che disfare. Fare insieme necessita l’esercizio di una particolare intelligenza in grado di predisporci a comprendere che quella parola ‘insieme’ nega il principio che la ricetta sia una sola: la nostra. Fare insieme necessita di una disponibilità al confronto e alla rinuncia del ‘tutto noi’. Accade poi che chi non si predispone a questo, chi si chiama e si tiene fuori, non può/sa far altro che opporsi a tutto a prescindere, rinunciando anche a quella parte di proprio che invece avrebbe potuto spendere per il raggiungimento di un obiettivo.

LA MIA POSIZIONE: questa legge non è certo la legge che io preferivo. Avrei voluto il ritorno al Mattarellum ma il PD del maggio scorso e il M5S di un paio di mesi fa hanno detto no. Renzi era con me a maggio ed è stato lui ad offrire tra le tre opzioni il Mattarellum due mesi fa. I no sono stati assoluti e le chiacchiere stanno a zero. 191 giorni di sciopero della fame mi hanno rafforzato nella convinzione e nella determinazione che di fronte a quei no occorresse cercare dei sì per non arrendersi ad un’altra truffa, questa davvero reale, nei confronti degli elettori. Abbiamo trovato chi ha detto sì ad un modello diverso dal Mattarellum ma che comunque - a mio parere - è diverso e supera dignitosamente i limiti della legge Calderoli. E’ stata inserita una soglia per il premio di maggioranza, è stato previsto un ballottaggio e sono stati previsti dei collegi plurinominali. Questo è il tema che più fa discutere. Ripeto quello che penso: la soluzione non è quella del collegio uninominale ma vi si avvicina molto allontanandosi invece di tanto dalle liste bloccate del Porcellum. Ora è difficile da spiegare, ma quando ci troveremo nella cabina elettorale la differenza sarà molto più evidente. Col Porcellum, una volta aperta la scheda in cabina, ci trovavamo solo un simbolo e votavamo quello senza sapere chi c’era dietro quel simbolo. Con i collegi plurinominali, aperta la scheda, troveremo oltre al simbolo 4 o 5 nomi; se tra quei nomi ce ne sarà qualcuno indigesto potremo scegliere di non votare il partito, di non mettere una croce su quel simbolo. Li ritengo tre punti che non consentono a chi è in buona fede di dire che si tratti della stessa cosa del Porcellum o addirittura peggio. Mi dispiace ma non è così. Certo poi c’è il tema della parità di genere. Io spero davvero che vi sia la possibilità di correggere la norma al Senato e comunque non è per me magra consolazione la garanzia data da Renzi che noi comunque faremo le primarie prevedendo che ciascun genere sia rappresentato al 50%. Mi auguro e sono convinto che questa volta nel mio partito le primarie le faranno tutti, ma davvero tutti, e sono certo che chi le vincerà non si ritroverà a fine lista come accaduto con la precedente gestione del Partito.

Insomma non è la legge che io avrei voluto ma è un significativo passo avanti. C’è un punto di dissenso totale invece da parte mia e riguarda la decisione di stralciare l’articolo due, cioè di renderla valida solo per la Camera. L’ho detto e lo ripeto: al di là dei diffusi dubbi sulla razionalità di una norma che riguardi solo una Camera in attesa che l’altra sia superata, mi sembra una decisione senza senso che porta con sé il grande rischio di togliere a Renzi la forza di deterrenza contro possibili agguati interni alla maggioranza ed anche nel PD.

Detto questo ripeto: il mio sciopero della fame era perché si facesse una nuova legge, non certo per chiedere l’introduzione delle preferenze, come molti scrivono a casaccio sui miei profili, né per ricattare la classe politica affinché fosse approvata la mia legge ideale. Piaccia o non piaccia questa è la verità.


Ci sono 6 commenti - Commenta l'articolo commenta



legge sui partiti

Onorevole digiunatore, perché non prende l'iniziativa di legge per rendere attivo l'articolo 49 della Costituzione sui partiti, che inserirebbe un turbo all'italicum, capace di avere le preferenze, che usciranno dai partiti democratici legali, mentre non stanno nell'italicum? Non le dico la rivoluzione che metterebbe in moto con i partiti legali, via obbligatoria per entrare nelle istituzioni: agevolerà i giudici nel distinguere la mafia, la corruzione, i politici nullafacenti dai partiti legali,col loro statuto democratico e con la contabilità sottoposta alla Corte dei Conti. Darà un razzo al Governo che finirà sicuro la legislatura. Dove sbaglio se è tutto così facile e voi non lo volete vedere?

Inviato da Carlo Forin il 17-03-2014alle 17:31
Dire no non significa tradire

Roberto, ti stimo tanto...non arrampicarti sugli specchi, lo sai bene che questa legge e' lontana anni luce dai tuoi propositi...noi vogliamo che il PD cambi, ma in meglio....cordialissimi saluti, ma dire no non significa tradire

Inviato da Teresa Battista il 13-03-2014alle 10:38
il digiuno delle idee (altrui)

Carissimo Roberto, tu sei uno dei pochi politici che hanno il diritto di parlare di riforma elettorale e noi (in senso lato) abbiamo il dovere di ascoltarti. Ho perso più tempo a dire che i tuoi 191 giorni di sciopero della fame ( nell'arco di 2 legislature ) non erano per reintrodurre le preferenze..che a dire Giachetti digiunava sia PER ABROGARE IL PORCELLUM ED AVERE UNA LEGGE MIGLIORE sia PER RIDARE DIGNITA' ALLA CLASSE POLITICA, che tramite i segretari di tutti i partiti a parole si dicevano pronti ad abrogare il porcellum in quattro e quattrotto. Una classe politica che ha deciso di non decidere ed ha preferito ricevere uno schiaffone politico-istituzionale-morale dalla Corte Costituzionale. Ho letto e sentito tanti paroloni in questo ultimo dibattito e mi chiedevo...ma dove erano tutti questi politici, costituzionalisti: allenatori mentre Giachetti rischiava la salute coi suoi digiuni? Dove erano questi parlamentari quando il 29 maggio 2013 Giachetti presentava la SUA mozione (di salvaguardia) per un ritorno al Mattarellum? Concludo affermando che per evitare di essere travolti dall'antipolitica ci vorrebbero 1-10-100-1000 Roberto Giachetti, uno che a volte barcolla ma non molla, uno che ci mette la faccia, uno che dovunque e a chiunque dice la VERITA'...e la VERITA' è rivoluzionaria...sempre ! Grazie Roberto grazie per quello che hai fatto per avere una legge elettorale che non è quella che desideravamo ma che è senza ombra di dubbio migliore dell'odiato °PORCELLUM!

Inviato da Raffaele Pizzati il 13-03-2014alle 02:38
il digiuno delle idee (altrui )

Carissimo Roberto, credo che tu sia una delle poche persone che abbiano il diritto di parlare di riforma elettorale e che noi ( in senso lato ) abbiamo il dovere di ascoltare. Ho passato più tempo a dire che i tuoi 191 giorni ( nell'arco di 2 legislature ) di sciopero della fame per abrogare il porcellum non erano per reinserire le preferenze ma erano 1) per ottenere una legge elettorale migliore ( obiettivo raggiunto ) 2) per ridare dignità ad una classe politica affinchè mantenesse l'impegno preso (a parole) da tutti i partiti coi relativi segretari i quali si erano impegnati ad abrogare il porcellum. ( obiettivo fallito in quanto la classe politica decidendo di non decidere ha atteso lo schiaffone politico-morale della Corte Costituzionale ) . Detto questo vorrei dire, anzi urlare a tutti i politici e soprattutto ai parlamentari....ma voi dove eravate quando Giachetti metteva a repentaglio la sua salute con lo sciopero della fame? Dove eravate quando il 29 maggio 2013 Giachetti presentava la sua mozione affinchè ci si impegnasse a tornare ( come clausola di salvaguardi ) al Mattarellum? Concludo affermando "se non vogliamo che "l'atipolitica" ci travolga... dobbiamo avere 1-10-100-1000 Roberto Giachetti un uomo che a volte barcolla ma non molla, uno che si spende per il bene comune, uno che non si nasconde dietro un dito e dice ovunque ed a chiunque la VERITA'...e la VERITA' è rivoluzionaria..sempre !

Inviato da Raffaele Pizzati il 13-03-2014alle 02:19
La vittoria dell'ignoranza

Mi si indichi un solo Stato ad ordinamento democratico nel quale il 63% degli elettori è. Minoranza politica nelle assemblee rappresentative in nome della governabilità. Forse i nostri costituzionalisti hanno fatto un pò di confusione, ma il principio democratico della maggioranza d e prevalere su quello della cd governabilità . Forse è bene che vadano a rileggere i classici del pensiero politico... Ed anche la legge Acerbi, l'unica simile all'Italicum. Peccato che dopo la prima votazione il fascismo saldamente insediatosi garantì siì la governabilità, ma a prezzo della democrazia... Mi sembra che la maggioranza dei nostri " dotti legislatori", abbia rottamato il cervello

Inviato da Sarò Cucinotta il 12-03-2014alle 21:23
domanda

Non sono né un allenatore né un costituzionalista. Ma non era il caso,a questo punto, di fare un passaggio elettorale con il consultellum? Magari dicendo in campagna elettorale ciò che si vuol fare e con chi?

Inviato da Andrea il 12-03-2014alle 17:54