Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Politica > articolo

Berlusconi: «Meglio le belle ragazze che essere gay»


Foto articolo
Roma, 02-11-2010

Le esternazioni del presidente Berlusconi poco fa alla Fiera di Milano rappresentano l’ennesimo caso per cui chi legge o ascolta, anziché stupirsi, resta probabilmente nauseato di fronte al solito, incontenibile ed imbarazzante manuale di battute da avanspettacolo di quart’ordine. Per ciò che riguarda il modo in cui il Premier intende trascorrere le sue “serate distensive” premetto che non nutro davvero alcun tipo di interesse: che ami circondarsi di donne in un harem casalingo è un fatto che non mi appassiona e di cui Berlusconi risponde a se stesso e semmai alla propria morale e coscienza, se vuole farlo.

Diverso è il caso in cui, in qualità di capo del governo, Berlusconi avesse utilizzato la sua funzione per compiere tutta una serie di atti che non solo non corrispondono al ruolo istituzionale ricoperto ma che anzi - e sarà la magistratura a stabilirlo - ne violano di fatto i presupposti configurando un reato di abuso di potere corredato da menzogne che, se accertate, non sarebbero meno gravi. In attesa di capire se il premier abbia o meno indirizzato l’iter della giustizia ordinaria per fini personali, nel corso dell’odierno teatrino milanese Berlusconi ha partorito una dichiarazione indegna del ruolo che riveste ed indegna a prescindere, una dichiarazione che in un qualunque paese civile porterebbe alle dimissioni in tronco di chi con tale leggerezza l’avesse mai pronunciata.

Non si tratta di una battuta di spirito perche è ovvio che non faccia ridere nessuno; piuttosto ci sarebbe solo da piangere a guardare un paese con problemi fino al collo guidato da una figura che mostra una simile arretratezza di pensiero e una tendenza machista che umilia le donne e affossa il principio della parità dei diritti. Ma qui non è in gioco solo il cattivo gusto della battuta da bar. Qui è in gioco la credibilità di un presidente del consiglio che di fatto alimenta, per imprudenza o per inadeguatezza nell’esercizio della propria funzione istituzionale, quegli istinti omofobi che, cronache alla mano, negli ultimi tempi sono stati la ragione di decine di aggressioni ai danni di individui o coppie di orientamento omosessuale.

E’ questo, a mio avviso, l’aspetto più grave contenuto nell’esternazione di Berlusconi. E sarei davvero curioso di conoscere, a tal proposito, il pensiero del Ministro Carfagna che la mattina organizza convegni e tavole rotonde a difesa della parità di diritti per donne e coppie omosessuali e la sera, di fronte a invereconde dichiarazioni da parte del leader del suo governo che in sostanza ridicolizzano l’oggetto e gli obiettivi proprio del suo lavoro, tace e non fa una piega.

Ma d’altra parte se si è mosso un monsignore per sdoganare la bestemmia nelle barzellette forse, anche per la battuta di oggi, ci aspettiamo la debita richiesta di contestualizzazione. Ha ragione Le Monde, quello italiano è un clima da basso impero e dobbiamo uscirne in fretta per il bene del paese.

 


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta