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Il duro scontro tra politica e burocrazia - Diritto di replica


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Roma, 16-04-2014
Fonte: Il Fatto Quotidiano

Furio Colombo, nel rispondere a un lettore sul Fatto Quotidiano, ha chiamato in causa Roberto Giachetti sul caso "Zampetti". Lettera cui Roberto Giachetti ha ritenuto dover dare una risposta, pubblicata il giorno dopo nello stesso spazio.

Il duro scontro tra politica e burocrazia

Caro Furio Colombo, ho appena letto l' arringa di Renzi al Salone del mobile di Milano sulla lotta che il presidente intende fare alla burocrazia. Parla di arrivare con la ruspa. Ma esiste una burocrazia che non sia politica e che agisca in modo separato e contrario? Silvano 

C'è spesso guerriglia e anche guerra fra centri di potere della vita pubblica, politici o burocratici, e non è necessario che vi siano contrapposizioni di strutture diverse e avverse perché scontri anche duri si accendano. Basta l' intestardirsi di un capofila contro un altro. Per esempio, al momento si nota, nell' ambito della burocrazia parlamentare, uno scontro fra il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti, e il numero uno della burocrazia della Camera, Ugo Zampetti. La ragione pare che sia il compenso dell' alto burocrate, che certo qualcuno ha deciso. E quel qualcuno non può essere che un altro politico che ha avuto potere alla Camera prima di Giachetti. Anche la trovata di farsi un nome inseguendo i privilegi, immensamente discutibili ma legali e dunque legittimi, di un burocrate (che alla Camera non può rispondere) è piuttosto discutibile. Si tratta infatti di una situazione impropria (dati i tempi e i tagli) ma non fuori legge. È facile farla apparire odiosa, ma non senza ricordare che si tratta di una decisione di chi era allora presidente della Camera. Dunque tutto ciò che avviene nella burocrazia, compreso il fatto che la persona in discussione sia oggi Zampetti e non un altro, compreso il fatto che Giachetti abbia scelto di indicare proprio lui, viene dalla politica. Non si conosce alcun caso di grandi carriere burocratiche formatesi in modo estraneo o addirittura ostile al potere politico. Si conosce, certo, un gran numero di burocrati che tutto fanno meno che facilitare la vita dei cittadini. Ma anche in questo caso, perché non ricordare che una parte dei mali burocratici è stato dettato come legge o decreto dal potere politico, e una parte può essere spazzata via subito da semplificazioni e modifiche sulla base dell' esperienza, sempre a cura del potere politico? Penso che fingere di essere innocenti e separati dalla burocrazia, da parte dei politici, sia una trovata poco felice, poco utile, e non proprio onesta. Chiunque ha potere, in un Paese non proprio fondato sul merito, ha quel potere perché piace o è piaciuto a qualcuno (un qualche politico) il più delle volte per servizi resi, che sono in sé, una forma di deformazione dei doveri burocratici. Temo che la frase di Renzi ("Ora una violenta lotta alla burocrazia", e anche: "Mi presenterò con la ruspa") sia una frase infelice. Non è bello dare la colpa ai subordinati. Ha promesso riforma della politica. Se lo fa davvero, la burocrazia seguirà, in buon ordine. Furio Colombo

 

Diritto di replica

Caro Furio, ho sempre apprezzato la tua onestà intellettuale. Apprezzamento che confermo dopo aver letto la tua risposta pubblicata il 16 aprile sul duro scontro tra politica e burocrazia. Vorrei però farti presente che mi chiami in causa e mi "usi" per un commento su comportamenti che non mi appartengono, affermando peraltro che la mia sia "una trovata di farsi un nome inseguendo privilegi, immensamente discutibili ma legali e dunque legittimi di un burocrate".
Io ho solo espresso il mio pensiero circa l' ipotesi avanzata su più giornali della proroga dell' incarico per due anni a una persona che ha raggiunto l' età pensionabile (che c' entra il privilegio?) e ho semplicemente corretto una notizia non vera: i 479.000 euro all' anno dello stipendio, precisando che quello è lo stipendio iniziale e che dopo quindici anni la cifra è ben più alta (che c' entra il privilegio?).
Poi certo se vuoi la mia opinione in generale penso che sarebbe giusto che tutti i mega stipendi fossero un po' ridimensionati, ma questo è un altro discorso. Cari saluti.  Roberto Giachetti - Vicepresidente della Camera dei deputati


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