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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

«Senza auto blu non può passare». E Giachetti va a piedi


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Roma, 26-04-2014
Fonte: Il Tempo

L' onorevole rinuncia all' auto blu, si reca con la sua moto alle celebrazioni per il 25 aprile e i vigili nonlo fanno passare perché... non è sull' auto blu. Paradossi italiani. Può sembrare uno scherzo e invece è realmente accaduto a Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera che ieri rappresentavala terza carica dello Stato all' Altare della Patria.

C' erano tutti. Il Capo dello Stato Napolitano, il premier Renzi, il presidente del Senato Grasso. E anche lui. Ma Giachetti se l' è dovuta fare a piedi, perché i «pizzardoni» non l' hanno fatto passare in quanto sprovvisto d' auto di servizio.«Altro che cambiacerso», commenta su Facebook.

Onorevole, cos' è accaduto?
«Guardi, anche altri giornali mi hanno chiamato perun' intervista. Maprendiamola a ridere».

Come?
«Sì, facciamoci una risata sopra. Ho raccontatolavicenda solo per far capire come vanno le cose in questo meraviglioso Paese».

E come vanno?
«Io sono stato il primo vicepresidente a rinunciare ad auto blu e appartamento a Montecitorio. Ho solo una moto.Mi muovo con quella da anni. Non so neanche com' è fatta un' auto blu».

E quindi?
«Prendo la moto per recarmi a piazza Veneziaper rappresentare la Camera alla celebrazione per il 25 aprile. Arrivo in via del Teatro Marcello e c' è un blocco dei vigili urbani. Mi accosto ed educatamente dico loro: buongiorno, sono il vicepresidente della Camera e dovrei andare a piazza Venezia per la cerimonia con Napolitano. Risposta del primo vigile: qui possono passare solo auto di servizio, lei con la moto privata no. Provo a replicare: sì ma guardi io ho rinunciato all' auto blu, giro solo ed esclusivamente con la mia moto. Insorge il secondo vigile: e ha fatto male, se vuole va a piedi qui passano solo le auto di servizio».

Da non credere...
«Le dico di più. Il Cerimoniale della Camera mi aveva messo a disposizione una vettura per il 25 aprile. Ho rinunciato. Al primo posto di blocco, alla Bocca della Verità, mi hanno fermato e una vigilessa mi ha fatto passare. Al secondo posto di blocco ho trovato persone più rigide. Hanno applicato le regole, ma io ero lì in ragione del mio ufficio, mica perché andavo a fare una passeggiata».

Così se l' è fatta a piedi.
«Sì, ho parcheggiato e mi sono incamminato. Arrabbiato, certo... Come qualsiasi cittadino che patisce blocchi, manifestazioni... Sotto il sole... Sono arrivato trafelato, sudato. Anche spaesato, perché mi hanno fermato pure all' Altare della Patria. Poi mi ha preso in custodia il addetti del Cerimoniale. Ma le racconto un' altra storia. Come deputato avrei diritto al permesso Ztl e all' accesso in via del Corso. Muovendomi in moto vengo fermato dai vigili perché non potrei accedere al Corso. Ma come? Diciamo che bisogna togliere i privilegi alla casta...Io provo a fare un favore alla città, a far risparmiare i cittadini... Però, mi creda, ridiamoci tutti sopra. E pensare che anche quand' ero capo di gabinetto del sindaco Rutelli avevo rinunciato all' auto blu!».


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