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Fronda contro l' Italicum nel Pd Grillini pronti ad approfittarne


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Roma, 28-06-2014
Fonte: Libero

Al Movimento Cinquestelle di Beppe Grillo non pare vero «il caos che si è venuto a creare sulle riforme». Viste le circostanze, ha dichiarato sicuro il nuovo delfino osannato dalla base, Luigi Di Maio, «c' è da dire che siamo arrivati al momento giusto e non in ritardo sulle riforme». Lo pensa più di tutti l' ex segretario Pd, Pier Luigi Bersani, in passato destinatario di clamorosi Vaffa targati M5S. Lui li invitava al tavolo delle riforme e loro andavano solo per dire dei no. Ora, invece, hanno perfino chiesto a Renzi di rivedersi «tra 3 o 4 giorni». «Meglio tardi che mai. Era ora», ha commentato Bersani. «Il Pd deve cogliere il confronto con i 5 Stelle anche sull' Italicum, ma senza sconti né ingenuità». I pentastellati, non è un mistero, sperano nel naufragio del patto del Nazareno tra Pd e Forza Italia, confidano di potere subentrare nella trattativa come interlocutore privilegiato di Matteo Renzi nel caso in cui si dovesse rompere l' equilibrio tra azzurri e renziani sul futuro del Senato e sulla legge elettorale.

Un equilibrio al momento incrinato non solo dai distinguo dentro al partito dell' ex Cavaliere, ma soprattutto dai malumori crescenti in casa Pd. Ben diciannove senatori della maggioranza, infatti, si sono detti contrari al progetto di riforma di Renzi: un drappello di democratici capeggiati da Vannino Chiti, più Mario Mauro e Tito Di Maggio dei Popolari per l' Italia ed Enrico Buemi del Psi, a cui si devono aggiungere i 14 fuoriusciti del M5S, oltre ai 7 di Sel, ai 15 della Lega, al M5S e a una fetta importante di Fi. In totale, un fronte di contrari a Renzi che si aggira sui 130-134 senatori. Cifra che pare non impensierire troppo Palazzo Chigi, ma che comunque rende il cammino delle riforme più impervio, almeno al Senato dove i numeri a favore del Rottamatore sono da sempre ballerini. Chiti, ieri, è tornato a ribadire che «sulla riforma del Parlamento le strade possibili sono due: o si adotta per intero il sistema tedesco o si sceglie la via del Senato elettivo. Il resto sono soluzioni pasticciate che farebbero fare alle nostre istituzioni un passo indietro, non in avanti».

Tranchant anche il giudizio dell' ex ministro Mauro: «Il Senato elettivo fa paura a rottamatori e vecchi rottami». Non usa mezzi termini neppure la leader dei Fdi-An, la deputata Giorgia Meloni, quando twitta: «Mantenere il Senato e abolire le elezioni non è una riforma: è un abuso di potere. Il Senato o è elettivo o non è. #forzaChiti». Una presa d' atto condivisa sia dai dissidenti dem che da quei senatori azzurri, con Augusto Minzolini in testa, contrari a votare a scatola chiusa il ddl Boschi. Eppure tra Renzi e Berlusconi c' è stato un accordo chiaro sull' Italicum firmato nientemeno che nella sede del Pd, il Nazareno. Quel patto vale ancora? Il premier assicura di sì. Insiste sul «compromesso molto buono» e incassa anche il sostegno del centrista Pier Ferdinando Casini che auspica «miglioramenti nel testo, ma nessun raptus anti-Renzi».

Il capo del governo da Bruxelles è ottimista sul fatto che l' accordo terrà. «Come metto piede all' estero, la minoranza interna si sveglia», attacca. E anche il renziano Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera di solito dialogante con i Cinquestelle, è sceso in campo per smorzare gli entusiasmi di Di Maio e compagni. «Tra Pd e Fi c' è stato un accordo e su quello si deve procedere», ha detto. «Sulla riforma del Senato non ci si può richiamare alla libertà di coscienza. Io a Renzi l' ho detto apertamente», ha aggiunto, «così non si può andare avanti. Se la riforma di Palazzo Madama non viene approvata, torniamo a chiamare al voto il popolo italiano, che già con il 40,8% ha dato un' ulteriore validazione alla nostra impostazione, e chiediamo cosa ne pensa. Altrimenti questa manfrina costringe l' Italia a stare ferma e a non fare assolutamente niente».

Posizione analoga da parte dei big azzurri, per nulla propensi a retromarce sul patto del Nazareno né a concessioni sulle preferenze, come invece hanno chiesto a gran voce i grillini nella riunione in streaming di mercoledì con Renzi. La strategia dei 5 stelle Fronda contro l' Italicum nel Pd Grillini pronti ad approfittarneFra i deputati del Partito democratico più attivi nel sostenere le posizioni di Matteo Renzi c' è Roberto Giachetti, il quale sul tema della riforma elettorale aveva anche intrapreso uno sciopero della fame


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