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Giachetti: «Basta con le accuse a Renzi. Lui è la vittima di questi giochini»


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Roma, 20-04-2013
Fonte: Il Tempo

Il clima è quello da resa dei conti finale. Nessuno ha voglia di parlare. Pippo Civati è tra quelli più nervosi. «Le va di dire qualcosa?». «No, guarda, lascia stare, sono troppo incazzato in questo momento. Adesso ci accusano anche di aver votato Rodotà, ma pensa tu». Finisce persino col litigare coi grillini, lui che era il pontiere più abile col mondo dei 5 Stelle.

 
Roberto Giachetti, renziano della prima ora, cerca invece di mantenere la calma anche nei momenti più difficili. «Un' intervista? Adesso sono davvero depresso e arrabbiato. Ma la politica è anche questo, dobbiamo guardare avanti, dimmi».
 
Appunto, dovete guardare avanti. Ma cosa c' è, davanti?
«Domani sarà un casino. A questo punto direi che la candidatura di Prodi è fuori discussione. Mi sembra difficile che stanotte possa succedere qualcosa in grado di ribaltare il quadro. Ma la cosa che più mi fa incazzare è che ci sia qualcuno che, in un momento di simile importanza per il Paese, mette davanti a tutto i giochetti tra microcorrenti, le proprie ambizioni o vendette. È drammatico».
 
C' è chi addebita il tradimento proprio a voi renziani...
«Vuoi sapere cos' ho sentito? Ci sono due correnti di pensiero. La prima è che questa è stata una sconfitta di Renzi. La seconda è che Renzi si è messo d' accordo con D' Alema per far fuori Prodi».
 
Ecco, partiamo da questa.
«Il nostro obiettivo iniziale era solo scongiurare la candidatura di Marini. L' abbiamo fatto sempre alla luce del sole, magari anche con toni troppo forti. Ma poi si è visto che la nostra posizione in assemblea era ampiamente condivisa. Poi abbiamo proposto Chiamparino ma, in alternativa, abbiamo dato la disponibilità per Prodi. In assemblea si è votato per alzata di mano e non c' è stato un voto contrario che sia uno. Peccato che in aula sia andato in scena un altro film».
 
Cos' è accaduto?
«Secondo me ci sono stati tre fattori concomitanti. Il primo è stata la volontà di parte del partito di colpire Renzi. Il secondo la voglia dell' ala popolare di vendicare la bocciatura di Marini. La terza componente, invece, ha pensato che facendo fuori Prodi si sarebbe aperta la strada a qualche altro nome. Poi, quando si sono resi conto di aver fatto un pateracchio, hanno provato ad addossare la colpa a noi renziani. Ma che interesse avremmo avuto? La verità è che se Prodi ce l' avesse fatta, Matteo avrebbe registrato una vittoria clamorosa».
 
Sta accusando i dalemiani?
«Sono queste le voci che girano. Se si elimina un candidato per favorirne un altro, i nomi che restano sono quelli, non ce ne sono molti altri. Si sta ragionando come in Dieci piccoli indiani. Ma quello che mi dà più fastidio è l' illusoria illusione che da questo tritacarne ci sia qualcuno che ne può uscire indenne. Se davvero fosse così, sarebbe la nostra fine».
 
Bersani aveva promesso di scegliere democraticamente il nuovo candidato. Invece poi ha chiesto il voto solo su Prodi. Non è che qualcuno l' ha presa male?
«Ma non scherziamo. Ti immagini se fossero davvero andate in scena nuove primarie? Una classe dirigente seria dovrebbe prendersi la responsabilità di fare delle proposte. Invece c' è stata una totale crisi della nostra leadership».
 
Sono state giuste le dimissioni di Bersani?
«La sua è stata una scelta messa sul campo. Adesso dovremo valutarla anche se non è certo l' unico problema che dobbiamo affrontare. È sotto gli occhi di tutti che la gestione del governo prima, della presidenza della Repubblica poi, è stata condotta in maniera quantomeno confusa. Il Pd è allo sbando. Ora però eleggiamo il presidente della Repubblica, per il problemi del partito ci sarà il congresso».
 
Si è dimessa anche la Bindi
«Vivremo lo stesso».
 
Adesso che farà il Pd?
«Lo dico sinceramente: non ne ho la più pallida idea. Per ora scheda bianca. Poi mi auguro che ci sia un confronto, che non venga qualcuno a dirci "votate questo" e magari a esporci a una nuova brutta figura».
 
Marini sarà la soluzione?
«Non credo proprio. Capisco che l' evolversi rapido della situazione faccia dimenticare quanto successo poco prima. Ma contro Marini hanno votato in oltre duecento del Pd. Non facciamoci del male».

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