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Giachetti: «Troppi nemici interni. Meglio il voto»


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Roma, 23-07-2014
Fonte: Il Resto del Carlino

«CREDO che Matteo Renzi non abbia il diritto di dilapidare il capitale politico ed elettorale lasciando che chi vuole affossare le riforme e la speranza del Paese spadroneggi indisturbato. Non lo può consentire. Per questo gli ho scritto».

Le parole sono di Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, che ha inviato una lettera a Renzi chiedendogli di andare a votare: «Caro Matteo, l' evoluzione delle resistenze al cambiamento conferma la mia previsione che questo Parlamento non è in condizione di fare le riforme. Meglio votare con il Consultellum che insistere con questo ostruzionismo».

Per lei, Giachetti, c' è dunque un disegno preciso dentro il Pd per affossare le riforme?
«Assolutamente sì. Bersani ha già detto che non voterà l' Italicum e quello che sta succedendo al Senato è evidente. Ma era evidente già da tempo, quando io chiesi di tornare al Mattarellum e non votarono la mia mozione, la votarono i grillini. Adesso, però, o si taglia di netto questa frangia o si rischia il pantano e si perde l' occasione per il Paese. C' è una fascia consistente, molto consistente dentro il Pd, che rema contro. Matteo non può consentigli di andare avanti. Vogliono far slittare tutto a settembre, l' intento è evidente».

Andare alle elezioni con il Consultellum conviene al Pd?
«Secondo i nostri calcoli, con quella legge proporzionale arriveremmo oggi al 44%, che non è il 51% ma ci consentirebbe, prima di tutto, di avere i gruppi parlamentari dalla nostra parte, almeno su quelli potremo contare. E dopo si potrebbe fare quello che adesso è impossibile».

Visione pessimista. Perché forse lei sa anche che Renzi non le può dare retta. Che cosa racconta, in Europa, che il suo partito gli rema contro?
«Lo so che è complicato credere che le elezioni siano l' unica via, ma è così. Io, comunque, non posso certo astenermi dall' avvertirlo del pericolo che corriamo tutti, non solo lui. Ne ho sentite dire di tutti i colori al Senato, perfino che questa riforma è uguale alla legge Acerbo, si usa ogni mezzo per mettere paletti. Lo sanno tutti che se slitta a settembre le riforme non si fatto più, così come la legge elettorale. È questo il loro punto d' arrivo».


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