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Tavecchio, Giachetti: «Frasi gravi, faccia un passo indietro»


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Roma, 27-07-2014
Fonte: Il Corriere dello Sport

Roberto Giachetti ha le idee chiare su quello che sta accadendo intorno al mondo del calcio. Il vice -presidente della Camera non è un assiduo frequentatore di stadi, ma è tifoso della Roma. Ha studiato politica nel partito radicale, romano, 53 anni, ha un gran fisico che gli ha permesso di sostenere diversi scioperi della fame, il più recente per abolire la legge elettorale conosciuta come Porcellum. E' un uomo di sinistra di stretta osservanza renziana. Ha seguito il dibattito che è stato animato dalle dichiarazioni di Carlo Tavecchio, il candidato forte nella corsa alla presidenza della Figc.

Non lo cogliamo impreparato, quando in serata gli chiediamo un parere «Tavecchio è molto semplice. In una condizione normale una frase come quella che ha pronunciato lui sarebbe grave. Ma diventa inaccettabile visto che una cosa delle genere la dice un dirigente candidato a fare il presidente del calcio che deve ripartire».

RITIRO.
Una frase inaccettabile, alla quale non si può riparare, secondo Giachet ti: «Una dichiarazione che fa ribrezzo. Mi rendo conto che la sua elezione sia praticamente cosa fatta, considerati i meccanismi della Federazione. Ma per quello che ha detto, Tavecchio dovrebbe fare un passo indietro. Se non ha la dignità di ritirare la sua candidatura, devono essere le componenti che sono pronte a votarlo che devono far venire meno il loro appoggio».

Giachetti guarda oltre, riferendosi ai problemi del mondo del calcio: «E’ una questione di etica. In questa situazione conta la dignità di chi deve diventare il capo della Federazione. Negli ultimi tempi si è cercato di fare molto per combattere il razzismo negli stadi, una piaga per il nostro calcio. Ma dopo una frase del genere come si può sostenere questa battaglia? Tavecchio non sarebbe credibile. Pensate, in Germania un ministro che ha copiato la tesi di laurea si è dimesso. Qui in Italia non può non accadere nulla di fronte a un episodio così grave».

RESPONSABILITA'
Giachetti, un passato al fianco di Rutelli, appartiene comunque alla nuova generazione di uomini politici: «Non vorrei fare paragoni con la politica, ma anche il calcio avrebbe bisogno di ripartire con un nuovo sistema. Quello attuale, che sarebbe mantenuto in vita da Tavecchio, è arrivato al capolinea. C' è una classe dirigente che dovrebbe farsi da parte. Non ne faccio una questione di persone, ma di sistema. Dovrebbero tutti fare un passo indietro, non solo Abete. Questi dirigenti hanno fatto il loro tempo, hanno ottenuto anche successi, ma ora hanno portato il calcio a questi livelli. E' necessario un cambiamento. Avrei preferito l' elezione di Albertini, che comunque ha avuto il merito di mettersi in gioco, senza sapere dove sarebbe potuto arrivare. Albertini avrebbe rappresentato meglio il cambiamento di cui ha bisogno il calcio italiano. Adesso chi appoggia Tavecchio ha una grossa responsabilità».


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