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Roberto Giachetti > Politica > articolo

La riforma della giustizia e i suoi nemici: «I magistrati? Non cambiano mai»


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Roma, 02-09-2014
Fonte: Europa Quotidiano

Ci sono cose che non cambiano mai: «La resistenza della categorie dei magistrati, come quella esposta puntualmente dall’Anm, è la posizione di chi alza le barricate a prescindere, qualunque sia l’ambito che viene messo in discussione». È un Roberto Giachetti molto netto quello che parla con Europa della riforma della giustizia proposta dal ministro Orlando e dei suoi agguerriti nemici. Pur appassionato, il vicepresidente della camera e deputato del Pd non perde la voglia di scherzare: «Mi stupisce che non abbiano ancora sollevato la questione dell’indipendenza del potere giudiziario».

In realtà sbaglia: hanno sollevato anche quella. Nino Di Matteo, magistrato della procura di Palermo, il 19 luglio scorso: «Non si può assistere in silenzio ai tanti tentativi in atto di ridurre l’indipendenza della magistratura a vuota enunciazione formale con lo scopo di comprimere e annullare l’autonomia del singolo pm». Giachetti non si sorprende. Torna al punto. «Che si parli di questioni di grande rilievo, o altre di minore importanza, la reazione è sempre la stessa: una levata di scudi. Non è solo un problema di ferie estive. Qualcuno provi ad andare in un tribunale di pomeriggio, e vedrà chi trova. Dopo anni e anni in cui si è parlato incessantemente di riforme, è arrivato il momento di prendere delle decisioni».

Sulla responsabilità civile dei giudici per esempio, che è il tema più discusso e criticato del progetto Orlando. «Sulla carta, esiste già» ricorda Giachetti. «Ma si contano sulle dita di una mano i magistrati che sono stati chiamati a rispondere dei loro errori. Sull’argomento c’è stato invece un referendum conclusosi con un plebiscito a favore. Per non parlare dei ripetuti richiami della Corte europea. In più nella proposta del governo è stata accantonata la responsabilità diretta. Mi sembra davvero il minimo indispensabile».

Ecco: Piercamillo Davigo accusa il disegno Orlando di occuparsi «sostanzialmente di cose inutili». Giachetti lo segue. «Mi rendo conto benissimo che andrebbe affrontato il tema della separazione delle carriere, quello della carcerazione preventiva, dell’obbligatorietà dell’azione penale. Mi domando solo come reagirebbe l’Associazione nazionale magistrati…». Non è un buon motivo per tirarsi indietro, però, l’ostilità dell’associazione togata. È piutossto il senso di realtà che consiglia prudenza. «Avanzo queste proposte da una vita, ma non bisogna dimenticarsi qual è la natura della maggioranza, nata da elezioni perse. In vent’anni, nemmeno i governi più blindati in parlamento hanno prodotto alcunché, nonostante le riforme siano state strombazzate. Ora si stanno mettendo le mani sul capitolo della giustizia civile. A me sembra un dato di straordinaria importanza. Non vi pare?».


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No, non mi pare

Inviato da Orfeo_83 il 10-09-2014alle 22:40