Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Giachetti: «Dentro Forza Italia si vendicano del no a Catricalà»


Scarica la pagina del quotidiano

Foto articolo
Roma, 16-09-2014
Fonte: La Stampa

Roberto Giachetti, renziano doc del Pd e vicepresidente della Camera, lei conosce bene i suoi e anche quelli che suoi non sono. Che cosa sta accadendo in Parlamento con tutte queste fumate nere? Gli accordi tra Renzi e Berlusconi non reggono più?
«Guardi, quando si procede a voto segreto è assolutamente fisiologico che ci sia qualche manifestazione di dissenso. Il voto segreto è lo sfogatoio dei mal di pancia».

Che sono evidenti in Forza Italia. Ma ce ne sono anche dentro il Pd?
«Dovrei avere la sfera di cristallo per rispondere. Il voto segreto, appunto, è segreto. Però invito a riflettere su un dato: alla prima votazione per la Corte costituzionale, quando il Pd è stato solo su Violante, e Forza Italia votava scheda bianca, il nostro candidato ha preso 426 voti. Si badi che il Pd pesa per circa 400 voti e, secondo me, tra i nostri non sono mancati più di 20 o 30 voti. Del tutto fisiologico. Nulla di comparabile al caso Prodi. Lì fu un' operazione organizzata; qui è qualche arrabbiatura individuale».

Questi i voti della settimana scorsa. E ora?
«All' ultima votazione, Violante ha preso 530 voti. Il Pd tiene. Non vedo nessun fenomeno esplosivo. C' è da interrogarsi, piuttosto, su Forza Italia. È lì che vedo i problemi maggiori. La loro balcanizzazione è plateale. E pensate che chi sosteneva il candidato Catricalà il giorno dopo abbia preso bene il cambio di candidato? Direi proprio di no. I voti che mancano a Bruno sono l' inevitabile vendetta di quelli sconfitti su Catricalà. In tutta evidenza, però, chi ha sabotato il nuovo nome non ha votato né l' uno né l' altro. La Lega, poi, che ha fatto? Boh».

Il problema, stavolta, ancor più dei voti bianchi, sono state le assenze.
«E infatti è dall' analisi delle assenze e delle presenze che si capirà qualcosa di più».

La domanda di fondo, Giachetti, è se quest' impasse segna la fine del Patto del Nazareno.
«Intanto, bene o male, il Patto ha retto sia nella riforma costituzionale, sia nella legge elettorale. È chiaro, però, che la battaglia d' inizio estate ci lascia una scia di scorie. Sicuramente dentro Forza Italia ha alzato la testa chi non digerisce il Patto e sta approfittando di questa occasione per farla pagare a Berlusconi. Anche dentro il Pd c' è qualche malumore e non per caso io ho sempre sostenuto che Renzi avrebbe dovuto portarci al voto per avere un gruppo parlamentare più leale. Diciamo che la strada delle riforme non è in discesa. Però non fasciamoci la testa prima di essercela rotta. Continuo a essere ottimista».


Per approfondire: cliccare qui

Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta