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Il mattarellum è l' asso nella manica di Renzi


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Roma, 18-09-2014
Fonte: Italia oggi

Conviene a R. & B. proseguire, e anzi rafforzare, l' intesa del Nazareno. Gli esiti di non poche votazioni (dall' aula del senato che approva la riforma costituzionale, al parlamento in seduta comune che vota a stillicidio o addirittura impallina i candidati a palazzo dei Marescialli e a palazzo della Consulta) costringono il presidente del consiglio a cercare appoggi esterni.

Renzi non può fidarsi dei propri parlamentari, nonostante abbia vinto il congresso e allargato la segreteria. I primi nemici li ha in casa. Del Cav si fida: non ha mai avuto esitazioni nel trattare con lui. Perché Berlusconi, a sua volta, ha interesse a dare una mano al giovane quasi erede? A parte la riconquistata centralità politica (o almeno il riacquisito peso, che era stato pesantemente ridotto dai tormenti giudiziari e dalla stessa inopinata uscita dal governo delle larghe intese), c' è un timore che di quando in quando si muta in terrore. Renzi ha una carta da giocare che potrebbe azzerare le possibilità (al presente molto ipotetiche, ma tant' è) di riscossa elettorale per una coalizione berlusconiana.

Ovviamente B. non riesce a ipotizzare un' alleanza di centrodestra fuori della propria persona, nella posizione eternata da Ugo Foscolo: il Sole immoto irradia più mondi rotanti. La carta si chiama ritorno al mattarellum, aggravato dalla sparizione di quota proporzionale e liste civetta. Questo sistema elettorale piace a molti parlamentari del Pd (Roberto Giachetti lo chiede con insistenza) e può piacere al M5S. Se applicato, ridurrebbe la presenza di Fi a Montecitorio a meno di un decimo dell' aula. Se B. rompesse con R. e questi facesse passare il neomattarellum, per il centrodestra sarebbe la morte elettorale per chissà quanti anni.


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