Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Politica > articolo

Caro Marco Travaglio


Roma, 01-10-2014

Caro Marco,

nelle righe che generosamente mi dedichi oggi nel tuo editoriale su Il Fatto, in relazione alle mie parole su chi oggi pontifica pur avendo governato per anni, sostanzialmente dici: senti da che pulpito! Ragionamento basato sul fatto che sono stato il braccio destro di Rutelli in Campidoglio dal ’93 al 2001 e che nel 2001 sono entrato in Parlamento senza uscirne più (13 anni di seguito).

Come avrai notato io ho parlato di responsabilità di governo. Puoi controllare ma il sottoscritto non ha mai avuto alcuna responsabilità di governo. Il massimo di responsabilità che ho avuto (esclusa l’attuale vicepresidenza della Camera) è stata quella di segretario d’aula del gruppo PD alla Camera. Nel Pd sono stato praticamente sempre in minoranza, ho fatto tante battaglie interne sulla legge elettorale, sulla giustizia, sul finanziamento pubblico solo per fare degli esempi, ma poi mi sono sempre attenuto alle scelte della maggioranza condividendo spesso la responsabilità di decisioni che non condividevo e che anzi avevo contrastato. Converrai con me che fare il Presidente del Consiglio per due volte, il Ministro del lavoro per due anni di seguito etc. etc. è una storia diversa, rappresenta una grande opportunità per realizzare idee e progetti che hai in testa, possibilità di dare concretamente corso a quelle riforme che dichiari essere decisive. Se quando hai avuto questa opportunità non ci sei riuscito o, addirittura, hai contribuito al generale declino del Paese, è lecito sostenere che hai pochi titoli per dare lezioni oggi a chi sta tentando di riuscire dove tu hai fallito? Sono sicuro che tra le tante cose che hai scritto nel corso degli anni questo concetto anche tu lo avrai espresso. Peraltro, e anche questo non ti sarà difficile verificarlo, questo pensiero lo ripeto da tempo e non mi sono mai chiamato fuori da quella che ritengo essere una responsabilità collettiva di una classe dirigente di centrosinistra che ha fallito in questi anni le numerose opportunità che ha avuto per cambiare il Paese, per migliorare la condizione degli italiani. Ho sempre detto “noi”, ho sempre detto che io stesso, che pure non ho avuto responsabilità di governo, sto a tutto tondo dentro una vicenda politica che ha fallito. Proprio perché so questo, proprio perché sono convinto di far parte di un gruppo dirigente che non ha saputo sfruttare le occasioni che ha avuto cambiando, riformando, innovando, contribuendo al declino che l’Italia oggi vive, ho scelto, piuttosto che mettermi di traverso e contrastare la possibilità che altri ci provino, di mettermi a disposizione per contribuire al disegno politico di chi, privo di quelle responsabilità, ha avuto il coraggio e la generosità di tentare di risollevare il Paese. Ci riuscirà? Fallirà? Io ovviamente spero per l’Italia che ce la faccia, ma l’unica cosa che mi pare chiara è che il giudizio lo dovranno esprimere gli italiani e non chi con le sue ricette ha contribuito a portarci a questo punto. Sta facendo bene? Sta facendo male? Ovviamente ognuno ha la sua opinione ed ha tutto il diritto di esprimerla, ma non tutti –a mio modesto parere- hanno i titoli per dare lezioni.

Parli della mia esperienza al Comune di Roma nei due mandati di Rutelli. Non capisco cosa c’entri con le responsabilità di Governo di cui ho parlato. “Che c’azzecca?” Ma se comunque vuoi forzatamente inserirla, pensi davvero che non rappresenti alla fine un titolo di merito? A distanza di 20 anni sono in molti a sostenere che quell’esperienza sia stata tra le più importanti e positive che la città ha avuto da decenni e non credo sia un’opinione personale quella secondo la quale la stragrande maggioranza delle opere e delle trasformazioni che realizzate nella Capitale siano merito delle giunte Rutelli, con il piccolo e non indifferente particolare che non hanno prodotto scandali, ruberie, corruzione neanche nella gestione di quel grande evento che fu il Giubileo del 2000. Certo è vero sono in Parlamento da 13 anni ma ti assicuro che la mia vita politica non è trascorsa solo nelle stanze del Palazzo. Anzi per la gran parte è stata fuori. Ho iniziato quasi 40 anni fa a 15 anni nei movimenti studenteschi, poi nel 79 ho iniziato la mia decennale esperienza radicale (alla quale devo la più importante e solida formazione) battendo strade e marciapiedi, poi l’esperienza amministrativa e poi quella parlamentare.

Chiudo come hai chiuso tu: no, mi dispiace ma io non ho bisogno di sbiancare nulla. La mia storia politica è limpida, tutto quello che ho fatto, bene o male che venga considerato, l’ho fatto alla luce del sole, ho sempre girato in motorino, senza scorta, rinunciando ai privilegi riservati alla mia attuale carica. Ho commesso errori (come tutti) e fatto forse qualche cosa buona. Non ho proprio da sbiancare nulla. Sono consapevole di aver avuto un grande privilegio: quello di coronare la mia vita politica con la carica di parlamentare. Incarico che cerco di svolgere con responsabilità, moralità ed integrità e, soprattutto, cercando di conservare il più possibile la mia autonomia di pensiero sia quando devo condividere che quando devo dissentire. Non voglio sbiancare nulla neanche quel nero o quel grigio che mi vuoi affibbiare. Lascialo così, nero o grigio come lo vedi. E’ il mio colore e lo rivendico.

Un caro saluto Roberto


Ci sono 9 commenti - Commenta l'articolo commenta



Parole sante...ottimo intervento Roberto.

Ma c'e' ancora qualcuno che crede a D'Alema??? E' sempre stato al servizio delle banche...basta vedere quel che aveva fatto in favore di quelle per la storia dell'anatocismo... che a me han dovuto ridare 500 milioni le banche e se fosse stato per lui ne avrei preso manco uno.

Inviato da pierino il 05-10-2014alle 15:02
grazie

Grazie Giachetti per quello che hai fatto e che fai

Inviato da raimondo il 04-10-2014alle 06:44
DAL TRAVAGLIO ... AL PARTO

Inviato da Emiliano Liberati il 01-10-2014alle 16:41

Inviato da Federico il 01-10-2014alle 16:41
pennivendoli .....

Inviato da raffaele pizzati il 01-10-2014alle 14:45

Inviato da Francesco Sandri il 01-10-2014alle 14:29
Caro travaglio

Inviato da renzo il 01-10-2014alle 14:20
Travaglio e quel che scrive

Inviato da Rosanna Mastrodonato il 01-10-2014alle 14:20
Travaglio? e' una guerra persa.

Inviato da giuseppe il 01-10-2014alle 13:27