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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Unioni civili, mezzo Pd in rivolta per l' esclusione degli etero Divorzio smart anche se hai figli


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Roma, 16-10-2014
Fonte: La Repubblica

Troppo, oppure troppo poco. Le unioni civili alla tedesca promesse da Matteo Renzi piombano sul Partito democratico all' improvviso. E dividono: «Lo scriva - si infuria Roberto Giachetti, anima radicale e un presente da renziano doc - sono furioso. È incomprensibile che questa novità valga solo per i gay. E gli eterosessuali dove li mettiamo? Sarebbe assurdo compiere una discriminazione per eliminarne un' altra».

In realtà la spaccatura è trasversale. Forza Italia, per dire, assomiglia a un pugile suonato. E gli effetti sfiorano il surreale: «Nelle ultime 48 ore - giura Maurizio Gasparri, in trincea contro la svolta gayfriendly del Cavaliere - ho fatto telefonate a cardinali e vescovi. E infatti nel Sinodo si è aperto un certo dibattito! Poi, certo, deciderà il Papa, ma io e Ruini faremo la minoranza che darà battaglia...».

Per gli omosessuali sono ore di euforia. La riforma è un traguardo importante, ma la delusione delle coppie di fatto eterosessuali può rivelarsi un boomerang. Il Pd aveva lavorato a lungo per includere anche i diritti light, con il testo base stilato dalla senatrice Monica Cirinnà e frutto della sintesi di quindici ddl differenti: «Il testo del governo va benissimo. Ma io spero, voglio sperare che non si limiti ad affrontare la questione delle unioni omosessuali, approfittando invece di questo treno veloce per intervenire sul resto. Altrimenti potrebbe sembrare un accordo siglato con il mondo cattolico per far saltare una legge sulle coppie di fatto...». Non vuole litigare con Palazzo Chigi, eppure solleverà la questione - lei renziana - nel tempio sacro del premier: «Ho mandato una mail alla Boschi, chiedendole di discutere del problema alla Leopolda di fine ottobre».

Le posizioni si mescolano freneticamente. Monsignor Rino Fisichella, a sorpresa, concede una cauta apertura, apprezzando il confronto parlamentare su un nodo così delicato. Eppure il dossier appare nebuloso per molti parlamentari. «Ancora non ho ben capito perché si proceda così...», allarga le braccia Matteo Orfini. Soddisfatto, invece, è il deputato di Led Alessandro Zan, attivista Lgbt. E poi c' è il partito di chi frena. «Allargare alle coppie di fatto? Dobbiamo ragionarci - mostra cautela Fabrizio Cicchitto (Ncd) - perché può creare problemi di opportunismo». E il suo collega di gruppo, Nino Bosco: «Sono contrario alle adozioni ai gay, ma favorevole a riconoscere le unioni omosessuali».

L' ala cattolica del Pd, poi, non nega qualche perplessità: «Vanno bene le unioni civili - giura Stefania Covello - ma contraria alle adozioni per i gay». Per una deputata che semina dubbi, un' altra chiede di accelerare: «Per me dovrebbero poter adottare figli gli omosessuali e pure i single», rilancia Enza Bruno Bossio. E mentre si dibatte sul modello tedesco, in commissione Giustizia a Palazzo Madama passa la norma sul divorzio facile: niente giudice, ma solo un avvocato per separarsi (anche in matrimoni con disabili o minori). Si incaglia invece, a causa delle tensioni nel Pd, l' idea di inserire il divorzio breve (sei mesi anziché gli attuali tre anni) nel decreto sul processo civile.


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