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Governo battuto sul Senato dalle minoranze di Pd e Fi I renziani: "Allora al voto"


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Roma, 11-12-2014
Fonte: La Repubblica

Il governo va sotto sulla riforma costituzionale alla Camera, complice il fuoco amico della minoranza pd che cancella con un blitz la previsione dei cinque senatori a vita. Nel giro di poco, tre senatori renziani confezionano un emendamento all' Italicum (all' esame della commissione di Palazzo Madama) per aprire al Mattarellum, un' ipotesi ventilata martedì dal ministro Boschi. Il messaggio è chiaro e se non lo fosse lo esplicita Roberto Giachetti a Montecitorio: «Frammenti di minoranza uniti per impallinare il governo. Con amici così, a che servono i nemici? Elezioni subito». Il tam tam delle elezioni anticipate rimbalza in ogni capannello in Transatlantico. In serata si fa vivo Renzi per mettere tutti in guardia. «Credono di mandarci sotto per far vedere che esistono, anche a costo di votare con Grillo e Salvini, non vale la pena di arrabbiarsi, andiamo avanti, c' è un Paese da cambiare, abbiamo lavorato per risolvere Ilva mentre altri preferiscono giochetti parlamentari». Il premier non fa nulla per nascondere il suo disappunto, a poche settimane dall' apertura dei grandi giochi per il Quirinale. In mattinata la minoranza pd si ricompatta su due emendamenti uguali presentati in Commissione alla Camera da Giuseppe Lauricella e da Sel proprio sui 5 senatori a vita. Voti favorevoli 22, contrari 20. Determinante il forzista dissidente Maurizio Bianconi. È una sconfitta, più simbolica che concreta, della maggioranza del Patto del Nazareno ad opera soprattutto dei dem Cuperlo, Bindi, D' Attorre, Lattuca, assente il lettiano Sanna, si astiene Giorgis. Votano contro anche Lega, M5S, Sel, oltre alla Meloni e Naccarato. «Nessun timore, se ne riparlerà in aula» fa sapere il ministro Boschi. La maggioranza Pd il suo siluro lo confeziona in commissione Affari costituzionali al Senato, con un subemendamento che prevede il ritorno al Mattarellum come clausola di salvaguardia in caso di urne anticipate e con Italicum in vigore invece dal 2016. In serata una trentina di senatori Pd firmano 9 emendamenti per dire no ai capilista bloccati, sì all' apparentamento tra liste al ballottaggio.


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