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Roberto Giachetti > Politica > articolo

Giachetti a Omnibus «nella formazione del Governo introdotti cambiamenti epocali»


Roma, 28-04-2013
Fonte: La7

 

La puntata di Omnibus mattina di domenica 24 Aprile 2013, con ospite tra gli altri Roberto Giachetti, ha affrontato il tema del Governo Letta che avrebbe giurato di li a poche ore.
Questi alcuni stralci degli interventi di Giachetti.
 
«Questo governo riflette la crisi della politica che è anche la crisi di una classe dirigente, e penso che la fragilità, in particolare a quella cui si riferisce Renzi quando dice che un è governo buono ma fragile, è una fragilità che non dipende tanto dalle persone ma dal contesto nel quale nasce questo governo».
 
«Io penso che questo governo sia un punto a capo dal punti di vista del cambio di classe dirigente. Alla fine si potrà giudicare se questo sarà migliore o peggiore dei precedenti, ma diamogli il tempo necessario. Il governo sta partendo oggi è un governo che, nel suo formarsi, rappresenta obiettivamente una grande novità».
 
«Nella formazione del governo si sono introdotti dei cambiamenti quasi epocali; basta guardare il numero delle donne e l’età media dei suoi componenti. La scommessa di questo governo ora il saper aggredire le questioni che sono sul tappeto e risolverle almeno meglio di come sono state risolte fino a oggi».
 
«Una cosa che è mancata nella composizione di questo governo è il manuale Cencelli. Obiettivamente, diversamente, in un contesto del genere Emma Bonino non sarebbe mai stata ministro degli Esteri, e il ministero degli Esteri è un pezzo forte, non residuale. Se ci fosse stata una situazione da manuale Cencelli presumo che quel pezzo sarebbe finito spartito tra il PD o il PDL».
 
«Se si fosse andati ad elezioni, lo sanno tutti, noi tra tre mesi ci saremmo trovati, magari a parti invertite, esattamente in questa situazione, e questa scelta l’avremmo dovuta fare fra tre mesi avendo tenuto a bagno maria tutti i problemi di cui abbiamo parlato per tre mesi».
 
«Come reagirà l’elettorato? E’ chiaro che nell’immediato, lo capisco benissimo, determinate riserve ci sono, ma se effettivamente questo governo riuscirà a fare qualcosa, forse riusciremo a spiegare che abbiamo fatto qualcosa di utile che diversamente non avremmo potuto fare»
 
 
«Il problema è anche dove ricavare le risorse, e l’Europa inevitabilmente inciderà. Io mi auguro che si possa andare a prendere le risorse in posti diversi da quelli dove siamo andati sempre a cercarli».
 
«E’ arrivato il momento che in questo Paese si faccia, nei tagli, un ragionamento non più lineare, come si è fatto in questi venti anni, e che inevitabilmente mette tutti sullo stesso piano». 
 

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