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Giachetti e i contatti con Di Maio: l' intesa con i 5 Stelle ora è possibile


Foto articolo
Roma, 30-12-2014
Fonte: Cronache del Garantista

«Credo che questa volta i 5 Stelle saranno della partita». La partita di cui si parla è quella del Quirinale e Roberto Giachetti è tra i più indicati a parlarne, perché è tra gli ambasciatori accreditati nel Pd per tenere i rapporti, mai facili, con il Movimento. Nei giorni scorsi ha avuto contatti con Luigi Di Maio, anche se il Natale lo ha passato tra i detenuti come vuole la sua tradizione di radicale doc, in una visita al carcere di massima sicurezza di Parma.

Giachetti, cose le fa pensare che questa volta le cose saranno diverse con i 5 Stelle?
«Alcune dichiarazioni, pubbliche e private, di esponenti del Movimento sembrano far intendere questa volontà. È possibile che presentino candidati loro, ma non escludono affatto di valutare i nostri».

Si dice che li usiate come secondo «forno», nel caso in cui venisse meno Forza Italia.
«Ma no, noi partiamo con l' obiettivo di rivolgerci a tutti, almeno in prima istanza. Cerchiamo un accordo che coinvolga il maggior numero di forze politiche, la maggioranza, ma anche Forza Italia e 5 Stelle».

I 5 Stelle sono compatibili con Forza Italia?
«Ricordiamoci che con il Movimento di Grillo si trovò un accordo per i giudici della Corte costituzionale e i componenti del Csm. Non solo. Nella Consulta, oltre alla Sciarra, diedero il via libera alla Sandulli, che era stata proposta da Forza Italia. Poi non se ne fece più nulla, perché la Sandulli fu gambizzata proprio da Forza Italia».

Renzi sembra aver fiducia più in Berlusconi che nella compattezza del suo partito.
«Sono d' accordo. Vedo spesso una Forza Italia balcanizzata. Ogni volta che Berlusconi chiude un accordo, si scatenano Brunetta, Fitto, Bianconi, Minzolini che provano a impallinarlo».

Anche nel Pd non tira un' aria serena. Qualcuno potrebbe approfittare del voto segreto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
«Di sassolini se ne sono già tolti già troppi. Renzi è costretto a fare i conti nel suo partito con guastatori di default, che si spingono a critiche molto più pesanti e distruttive che non quelle di Salvini e di Brunetta».

Con il che si conferma il rischio che una parte del Pd si smarchi, come testimonia Ugo Sposetti, che parla di «202» franchi tiratori.
«Se guardiamo ai dissensi su Jobs act e riforme, non mi preoccuperei molto dei numeri. Con il voto segreto può succedere tutto e il contrario di tutto. Potrebbe esserci qualche franco tiratore nel Pd. Ma, anche nei 5 Stelle, se decidessero di non appoggiare il nostro candidato».

E i fuoriusciti del Movimento?
«Sono molti ma ognuno ha una posizione diversa. Però se si mettessero d' accordo su un nome, avrebbero un peso».

C' è chi dice che Renzi sta usando come minaccia, per convincere i refrattari, il possibile ritorno alle urne.
«Io sono minoranza nella maggioranza e ho sempre detto che avremmo fatto meglio a votare. Detto questo, Renzi non ha intenzione di andare alle urne, come dimostra il suo accanimento sull' Italicum. Che, al contrario di Consultellum e Mattarellum, è monco e non consente il voto in primavera».

Tra i candidati possibili, si fa il nome di Emma Bonino, che lei lanciò e votò in prima battuta la volta scorsa.
«Fosse per me, la candiderei ancora. Ma ovviamente mi rimetterò alle decisioni del Pd».


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