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Jovanotti canta per i detenuti poi arrivano Pannella e Giachetti "Sollicciano è fatiscente"


Foto articolo
Firenze, 02-01-2015
Fonte: La Repubblica

SOLLICCIANO, a sorpresa il 2015 arriva sulle note di Jovanotti. Mentre Mario Biondi si preparava al concerto delle Cascine, il rapper e cantautore varcava alla chetichella la soglia del carcere fiorentino. Avrebbe dovuto farlo molto prima, l' anno scorso: prima di rompersi un braccio in un incidente. L' ha fatto comunque nell' ultimo giorno del 2014, accompagnato dal suo amico consigliere regionale Pd Enzo Brogi, dopo aver confermato la disponibilità alla vigilia di Natale. E per i 740 oggi detenuti a Sollicciano è cominciato il concerto. In verità, un concerto tutto acustico, qualcosa di molto informale, quasi fosse un incontro tra amici: «Jovanotti ha cantato accompagnato solo dal suo chitarrista», racconta la direttrice del Solliccianino Margherita Michelini, in questi giorni direttrice di tutto visto che Maria Grazia Gianpiccolo, direttrice di Sollicciano, è in vacanza. «Ha cantato perfino l''Ombelico del mondo' senza percussioni», racconta Michelini. Sono stati gli stessi detenuti che l' hanno accompagnato con i bongos. Un' ora di musica più o meno, ma non solo di musica: «Jovanotti è stato bravo, l' impatto non è mai facile per nessuno di fronte ad una platea di detenuti. Ma lui si è molto immedesimato, è stato disinvolto nelle relazioni», racconta il cappellano di Sollicciano don Vincenzo Russo. Tanto che Jovanotti è stato sommerso dalle richieste di autografi e dalle strette di mano. Prima di salutare ed uscire dal carcere lontano da ogni pubblicità, come aveva chiesto. Un San Silvestro molto speciale però per i detenuti. Perché dopo la mattinata con Jovanotti, anche il Capodanno è stato un evento: i detenuti di Sollicciano hanno incrociato il bicchiere con il leader storico dei radicali Marco Pannella, accompagnato dalla segretaria Rita Bernardini, e con il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, inizi tra le fila dei radicali e oggi tra i renziani di stretta osservanza del Pd. E se Pannella ha inneggiato all' amnistia e all' indulto, sollevando a più riprese cori da stadio tra gli stessi detenuti, Giachetti ha ispezionato palmo a palmo il carcere fino a notte fonda. Ricavandone un giudizio non proprio onorevole per Sollicciano. «Posso dire di aver visitato molti carceri del nostro Paese e sarebbe ingiusto se dicessi che Sollicciano è il peggiore che ho visto. Non è così. Il peggiore che ho visto è stato quello di Farigliano, che poi è stato anche chiuso per fortuna. Sollicciano però è sicuramente uno dei peggiori», dice il vicepresidente della Camera. Motivo? «La situazione del sovraffollamento adesso è migliorata, la popolazione è oggi di 740, non più i 1.100 di qualche tempo fa. Ma sono le condizioni del carcere che impressionano: al di là del numero, il carcere è fatiscente, freddo, piove dentro le celle e nei corridoi, le docce sono a pezzi», racconta Giachetti. Ma non solo: «Vorrei proprio sapere chi ha fatto un carcere così, con lunghissimi corridoi circolari: con lo scarso personale di guardia che c' è, quando succede qualcosa i tempi di intervento sono sempre lenti». Una visita andata avanti ben oltre la mezzanotte, quella dei radicali e di Giachetti. «Soprattutto una visita graditissima, perché solo accompagnando Pannella dentro un carcere ti rendi conto di quanto sia un punto di riferimento per i detenuti», racconta Eros Cruccolini, il garante dei detenuti di Firenze. La star era comunque Pannella: «Lo hanno ringraziato per essere venuto e gli hanno perfino chiesto l' autografo». Prendendo di sorpresa il vecchio leader radicale: «Non mi era mai capitato». Alcuni detenuti hanno offerto caffè e tiramisù. E solo ben dopo le 1, solo dopo aver ultimato il giro dei padiglione Pannella e gli altri hanno potuto salutare: «Sparsa la voce che c' era, tutti hanno voluto parlargli ». Magari esponendogli il proprio caso. «Dobbiamo pensare a quello che succede dentro ma non solo, perché l' 80% di chi esce torna dentro. Questo è il tasso di recidiva. E i Comuni devono convincersi a ricorrere in misura maggiore agli appalti riservati alle cooperative di tipo B, quelle aperte ai soggetti svantaggiati», reclama Cruccolini. Che ha già fatto il giro dei sindaci dei Comuni metropolitani per chiedere proprio una maggiore attenzione a chi esce dal carcere senza nessuna prospettiva garantita: «Il Quartiere 4 lo faceva prima e continua anche oggi a farlo», rivendica con orgoglio il garante dei detenuti di Firenze, con un passato di presidente del Quartiere 4 alle spalle.


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