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La corsa al Colle spacca anche i grillini


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Roma, 23-01-2015
Fonte: Il Tempo

La corsa al Quirinale non rischia di spaccare solo Pd e FI. Anche il MoVimento 5 Stelle è in fibrillazione per la decisione di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio di abrogare le "quirinarie", la consultazione on line degli iscritti per decidere, come fatto nel 2013, il candidato pentastellato al Colle. I candidati per il Quirinale saranno scelti da Renzi e Berlusconi, quindi "chiediamo a Renzi prima che inizino le votazioni la rosa dei nomi che si appresta a presentare per proporla ai nostri iscritti in Rete e farla votare", scrivono i deu leader M5S sul loro blog.
"I nomi che avrebbe fatto il M5S sarebbero stati tutti scartati come lo furono nel 2013 - spiegano i due - Siamo arrivati alla vigilia delle votazioni per la Presidenza della Repubblica e solo una cosa è certa: i nomi dei pretendenti saranno decisi da due persone che discuteranno nel chiuso di una stanza candidature e vantaggi, anche e soprattutto personali". Si tratta di una "negazione della democrazia", in cui il duo "Berlusconi/Renzi in attesa di fondare ufficialmente il partito unico della nazione detterà ai suoi nominati i nomi da votare dai quali uscirà un presidente del Nazareno".
Grazie a ciò "un condannato in via definitiva in cambio riceverà la grazia attraverso la legge della delega fiscale e l' assicurazione che la sua concessione per le frequenze nazionali non verrà toccata", mentre "le opposizioni non esistono in questo disegno".

Un cambio di strategia vero e proprio: Grillo e Casaleggio mandano definitivamente in soffitta le quinarie e preannunciano l' adozione del "metodo Sciarra". I due fondatori del M5S sparigliano le carte, mentre mercoledì in assemblea dei deputati era stata confermata la linea attendista benedetta da Casaleggio, che lunedì aveva incontrato i capigruppo di Camera e Senato invitandoli a temporeggiare. Mercoledì il capogruppo alla Camera Andrea Cecconi aveva invitato i colleghi ad attendere ancora 2-3 giorni, spiegando che non avrebbe svelato la strategia in assemblea per evitare fughe di notizie. Poi in tarda serata il cambio di rotta. La lettera di Grillo e Casaleggio era stata anticipata ai colleghi dai membri del direttorio e motivata con le divisioni interne a Pd e FI.
Ma tra i grillini si fanno spazio sospetti, mentre la rabbia investe le chat interne. In molti credono che i due capigruppo, nonché i membri del direttorio, sapessero tutto, escludendo per scelta i colleghi. "Casaleggio deve farsi i complimenti da solo - scrive una deputata - visto che ha deciso e suggerito lui la strategia. Si sarà fatto pat pat sulla spalla?". "Sono stufa di questa mancanza di fiducia e dialogo", dice un' altra deputata. "Che fine ha fatto l' intelligenza collettiva della Rete? Che fine ha fatto il M5S? - scrive su Twitter il professore universitario Paolo Becchi, vicino al M5S - Non vogliamo i nomi di Renzi, vogliamo le quirinarie non taroccate. State tradendo lo spirito del M5S". Anche il deputato Marco Baldassarre stigmatizza la linea di Grillo e Casaleggio.

Il vicepresidente della Camera del Pd Roberto Giachetti infierisce: "Il duo Grillo-Casaleggio chiuso in una stanza ha già gettato nel tunnel dell' orrore qualsiasi nome emerso per il Quirinale e ora, ingordo, ne chiede altri. A proposito, ma la Rete è d' accordo nell' aver cassato tutti quei nomi? Non lo sapremo mai. I due, chiusi in una stanza, decideranno quale nome la Rete dovrà scegliere".
Su Facebook Luigi Di Maio rilancia però la linea di Grillo e Casaleggio: "Con il metodo M5S i cittadini saranno al centro dell' elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Renzi faccia i nomi in maniera trasparente, noi li faremo selezionare in rete ai cittadini e così decideremo chi votare il 29 gennaio. Vogliamo eleggere un Capo dello Stato patrimonio degli italiani". "Chiediamo al Pd una rosa di nomi per il Quirinale. Siamo disposti a discuterne sottoponendoli ai nostri iscritti. Il nostro è un atteggiamento estremamente responsabile - spiega Alessandro Di Battista sempre su Twitter - Occorre trasparenza, correttezza e la consapevolezza che il bene collettivo è infinitamente più importante degli interessi o patti individualistici".


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