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«Basta mediare al ribasso, al voto col Mattarellum» Giachetti: Renzi non lo vuole, ma lo convincerò


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Roma, 14-02-2015
Fonte: Avvenire

«Ecco il mio tweet per Renzi. Caro Matteo, visto quanto è accaduto nelle ultime ore, sono sempre più convinto che ormai c' è un' unica cosa da fare: andare al voto». Roberto Giachetti è quasi afono. Dopo essersi sgolato fino a notte fonda, da presidente di turno di una delle sedute più caotiche e rissose della storia repubblicana, il vicepresidente della Camera torna a suggerire al premier, con un filo di voce - ma anche con profonda convinzione -, di scegliere la strada delle elezioni anticipate: «Ora abbiamo anche il nuovo presidente della Repubblica. E con un Berlusconi che è tornato a fare lo 'sfasciatore' e una minoranza Pd che mette sempre i bastoni tra le ruote, la cosa migliore è dare la parola agli elettori».

Quando si potrebbe tornare al voto? E con quale legge?
Anzitutto il capo dello Stato dovrebbe decidere di sciogliere le Camere. Poi, dopo il tempo tecnico di 45 giorni o poco più, ogni momento è buono. A maggio ci sono anche le Regionali. C' è una proposta di legge che, con un solo articolo, prevede che con l' abrogazione del Porcellum si possa ritornare alla normativa precedente. E il Pd prenderebbe molti più parlamentari con il Mattarellum che con l' Italicum. Renzi, però, non è d' accordo. Vuole le riforme adesso. So benissimo come la pensa Matteo, perché discutiamo di questo argomento almeno una volta a settimana. Lui crede che, ora che si inizia a vedere la ripresa, il Paese non possa permettersi di andare alle urne.

Proverà a fargli cambiare idea?
Io spero che abbia ragione lui. Ma la realtà è che veniamo da un anno di braccio di ferro continuo, con una mediazione sulle riforme che viene fatta sempre al ribasso. E poi basta vedere che cosa è successo adesso con la minoranza interna, per giunta appena pochi giorni dopo la compattezza mostrata per l' elezione di Mattarella. Credo di avere più possibilità io di convincere Renzi, piuttosto che il contrario. Torniamo per un attimo a giovedì notte: deputati in piedi sui banchi, feriti, espulsi.

Quale immagine danno i parlamentari ai nostri giovani?
Mi preoccupo dell' immagine che diamo al Paese intero, non solo ai giovani. Ed è pessima. Al di là degli episodi di bagarre, ciò che mi ha davvero colpito è stato il tentativo di impedire fisicamente a un parlamentare di parlare. Cose di questo tipo non si sono mai viste neanche nei periodi più neri della storia parlamentare. I Cinque Stelle le rivolgono accuse pesanti: condizionare i funzionari della Camera per correggere le votazioni… La questione posta non esiste. Segnalo solo che, proprio nel giorno in cui vengo accusato di questo, è stata certificata per la prima volta in tutta la legislatura l' assenza del numero legale sulle riforme costituzionali. Sa chi c' era in quel momento a presiedere l' Assemblea? Il sottoscritto.

Come giudica l' Aventino delle opposizioni?
Ho fatto opposizione praticamente per tutta la vita e rispetto ogni forma democratica di dissenso, ma l' Aventino è una cosa seria. Il fatto che ad abbandonare l' Aula siano quelli che hanno condiviso il processo di riforma fino a dieci giorni fa, o chi fino a poche ore prima ha dichiarato e realizzato un accordo col governo, mi sembra una farsa.

Nel merito c' è qualche ragione delle opposizioni che si sente di condividere?
La stupirò. L' Italicum non è la legge migliore possibile. E anche la riforma costituzionale non è quella che avrei voluto, ovvero l' abolizione tout court del Senato. Detto ciò, però, vivere in una comunità implica il rispetto per le scelte che la maggioranza assume democraticamente. Anche perché, diversamente, com' è accaduto negli ultimi vent' anni, dopo tante promesse consegniamo ai cittadini ancora una volta un bel nulla di fatto.


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