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Roberto Giachetti "Matteo non ha i numeri Ma se va sotto si vota"


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Roma, 15-02-2015
Fonte: Il Fatto Quotidiano

"Renzi non vuole le elezioni, è convinto che il Paese non le reggerebbe. Ma se il governo andrà sotto su un qualsiasi provvedimento saranno inevitabili: e a oggi in Senato i numeri per approvare l' Italicum non ci sono". Il deputato Roberto Giachetti, renziano della prima ora, chiede da tempo il ritorno alle urne. E ora torna a invocarle: "Sarebbe sufficiente ripristinare il Mattarellum, approvando una mia proposta di legge di cinque righe".

Giachetti, perché vuole il voto?
Perché siamo costretti a procedere con un motore a due cavalli anziché quattro: la maggioranza uscita dalle precedenti elezioni non è omogenea, ma soprattutto una parte dei nostri gruppi parlamentari svolge un' azione di contrasto e di freno a prescindere, su qualsiasi cosa. Piuttosto che essere obbligati a mille mediazioni, meglio dare al presidente del Consiglio una maggioranza chiara.

Nonostante i mal di pancia, alla Camera la minoranza dem ha votato compatta per l' Italicum. Dall' aula sono usciti solo in tre, Civati, Fassina e Pastorino.
Quel gesto non è stato bello dal punto di vista dell' immagine. E comunque il problema è in Senato: la scorsa volta in 27 non hanno votato la legge elettorale, e sulla riforma costituzionale ci hanno tenuto appesi.

Teme trappole a Palazzo Madama?
La minoranza sa di poter essere più determinante, e quindi sarà ancora più attiva. E poi si è rotto il patto del Nazareno, con Forza Italia che non vuole più votare provvedimenti su cui era c' era un patto.

Renzi però fa incetta di responsabili...
I parlamentari arrivati nel Pd da Scelta Civica erano già in maggioranza, a livello di numeri non è cambiato nulla. E loro non sono assimilabili ai responsabili, che nascevano da tutt' altra storia, lo strappo di Fini dall' allora Pdl. Certo, può darsi che alcuni in Fi possano votare comunque per l' Italicum, che hanno già approvato in base a un preciso patto.

Ma se i forzisti tenessero sulla linea del no...
Se la maggioranza è quella di governo, senza i 27 senatori del Pd i numeri sull' Italicum non ci sono.

Niente margini per ricucire? Sul Quirinale il Pd è rimasto unito.
Su Mattarella c' è stata unità, ma quella è diventata una vittoria di tutti. C' è qualcuno che non ha più visto il suo nome sul giornale, e che trae più visibilità dalle divisioni...

Come si fa a tornare al Mattarellum, in termini pratici?
Basta approvare una mia proposta che abroga l' attuale legge, cioè di fatto il Consultellum, e ripristina la precedente. Tornando al Mattarellum il Pd prenderebbe quasi tutti i collegi, tranne qualcuno che al Nord andrebbe alla Lega. Soprattutto, si ripartirebbe da qualcosa che c' è già stato. La cosa più semplice.

Andrebbero ridisegnati i collegi.
Basta una delega al ministro dell' Interno, non serve una legge. E si potrebbe fare in tempi brevi: vanno ridefiniti, non riscritti da capo.

Per Renzi le urne sono una possibilità concreta?
Lui non vuole andare al voto, me lo ha ripetuto poche settimane fa: 'L' Italia non ce la farebbe a reggere nuove elezioni, dobbiamo prima rimettere a posto il Paese'.

Però il nodo rimane: quanto possiamo ancora andare avanti con uno scenario come questo? Parlamentari di Fi assicurano che il premier li abbia sfidati: "Se non si procede con le riforme si va a votare, tanto vinco io".
Non mi esprimo sulla veridicità dell' aneddoto, non c' ero. Ma è ovvio che se il governo 'va a bagno', sull' Italicum come su un altro provvedimento rilevante, non esistono terze ipotesi: si vota. È un dato di fatto.

I dissidenti dem che ne pensano?
Sanno perfettamente che Renzi non vuole le elezioni. Ma anche che determinate condizioni le renderebbero inevitabili.

C' è il tema Mattarella. Appena arrivato al Colle, dovrebbe sciogliere le Camere.
Ovviamente il presidente della Repubblica farebbe tutte le valutazioni del caso, come è giusto. Però, se il premier e segretario del partito di maggioranza si dimettesse...

Niente incarichi bis, insomma.
Mi pare molto improbabile. Renzi ha il diritto di avere una maggioranza omogenea, anche all' interno del suo partito.

Nell' attesa, sull' Italicum si è andati avanti anche di notte. Le opposizioni parlano di ferita alla democrazia.
Lavoriamo sulla legge da agosto, il tempo per discuterne c' è stato. Le opposizioni hanno trascorso due terzi del tempo in aula su questioni regolamentari, senza confrontarsi sul merito. Volevano solo contrastare il governo, mi pare evidente.


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