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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Giachetti: "La minoranza è divisa ma se affossano la legge fanno cadere il governo"


Foto articolo
Roma, 31-03-2015
Fonte: La Repubblica

Ha battuto i pugni contro la minoranza. A sera, dopo la direzione, Roberto Giachetti è ancora in trance agonistica. «Sa qual è il problema? Che oggi in minoranza ci sono loro...».

A chi si riferisce?
«Gli unti del Signore. La minoranza. Quelli che possono fare quello che agli altri non è concesso».

Partiamo dall' inizio. In direzione ha attaccato Bersani.
«Dice: "Tornerei subito al Mattarellum". Ma come, scusa, quando eravate maggioranza avete chiamato i parlamentari per non far votare quella mozione! È sempre la solita storia, per la quale in passato non abbiamo combinato nulla al governo: votavamo contro per la ragion di Stato e poi dopo dicevamo che sarebbe stato bello votare...».

Alla fine con Bersani vi siete chiariti? E con Fassina, che evoca la Corea del Nord?
«E chi l' ha visto, Bersani. Non so se c' era. Fassina, vabbè: ne dice una al giorno...»

Se la minoranza non vota l' Italicum, cosa succede?
«Di quale minoranza parliamo? Come al solito ho sentito voci differenti tra loro. Ma il migliore di tutti è stato D' Attorre. Prima ha chiesto di evitare i ricatti, poi ha aggiunto: "Se l' Italicum non cambia, la riforma costituzionale finirà su un binario morto". Però non facciamo ricatti, eh!».

Resta un fatto: la legge rischia con i voti segreti. O no?
«In realtà è così fin dall' inizio del dibattito. Hanno ottenuto un sacco di cose, peggiorando la legge, ma è un continuo rilancio. Per decenni combattono la battaglia della vita contro le preferenze, ora invece introdurle è questione identitaria...».

Lei resta contrario alle preferenze, comunque?
«A Renzi ho detto che delle preferenze ne riparleremo quando saranno visibili gli effetti, tra qualche anno. Non a caso dopo Tangentopoli le hanno eliminate».

Cosa succede al governo se salta l' Italicum?
«Se salta, è chiaro c' è un problema di fiducia politica. Ed è chiaro che è in gioco il governo, come ha spiegato Renzi».

Se Speranza vota contro, si deve dimettere?
«Ha messo a disposizione il mandato. Se vota contro, c' è un problema. Però Roberto è corretto e coerente. Mi auguro che resti capogruppo, convincendo i deputati a restare uniti. Se invece ognuno si comporta come gli pare, si rompe la comunità».

E si consuma la scissione?
«Il problema non è Renzi, ma chi si comporta come gli pare. Sa cosa dice Boccia? "La direzione è inutile perché tanto decide la maggioranza". Cosa vogliono, che tutto passi da un accordo diretto tra Renzi e la minoranza? Qua non si vuole cacciare nessuno. Ma a noi chiedevano di adeguarci, mentre gli unti del Signore usano un inaccettabile doppiopesismo»


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