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"Un patto con Berlusconi per cambiare l' Italicum"


Roma, 14-08-2015
Fonte: La Stampa

A questo punto Renzi deve andare alla conta e se in Senato verrà affossata la riforma costituzionale grazie ai compagni della sinistra, si andrà a votare e vedremo chi di loro tornerà a sedere sul suo scranno. A meno che...». Roberto Giachetti è la punta di diamante del renzismo più radical, quello che da mesi consiglia al premier di andare a votare, «perché con gli sfascisti della sinistra interna che frenano le riforme non si va lontano». Quindi si drizzano le antenne quando si sente il vicepresidente della Camera proporre una mediazione.

Cosa fa, tende la mano ai compagni Giachetti?
«Macché, di loro non ci si può fidare e lo hanno dimostrato a più riprese. Quello a cui penso è un patto con Berlusconi, circoscritto e con le carte in tavola, senza precostituire le condizioni per un governissimo o chissà quali altre formule di larghe intese a tutto campo, di cui nessuno sente il bisogno».

Allora, di che patto si tratta?
«Premesso che ritengo un suicidio politico rimettere mano all' Italicum, perché si farebbe il gioco di chi è abituato a disfare qualunque cosa si faccia, se proprio dovessero decidere di percorrere questa strada, l' unica via sarebbe quella di modificarlo: per fare in modo che sia valido per il Senato. Perché allo stato, se si votasse ci sarebbero due leggi diverse, con tutto il caos che seguirebbe».

E cosa offrirebbe in cambio?
«A Berlusconi si può concedere il premio alla coalizione che lui chiede, all' unica condizione che il patto comprenda l' applicazione dell' Italicum anche per Palazzo Madama, nel caso in cui la riforma costituzionale venisse affossata e si andasse alle urne anticipate».

E del Senato elettivo che chiedono Forza Italia e sinistra Pd? «E' un semplice inganno. Rimettere mano all' articolo due della riforma significa ricominciare da capo e non arrivare a nulla. Diversa è l' ipotesi di concedere l' elezione dei senatori in un listino insieme ai consiglieri regionali, senza toccare l' attuale impianto».

E converrebbe a Renzi dare a Berlusconi il premio di coalizione per farlo alleare con Salvini?
«Se la riforma costituzionale cade e tutto frana, l' alternativa è andare al voto col proporzionale in Senato, allora meglio unificare i due sistemi elettorali e sfidarsi in campo aperto, chiamando gli elettori ad una scelta. Io penso che questa sia l' unica mediazione possibile che si potrebbe proporre a Forza Italia».

Resta il piccolo particolare che l' Italicum non può entrare in vigore prima della fine del 2016...
«Se si raggiungesse un accordo politico, le ragioni di quella clausola verrebbero meno».

Ma che possibilità ha invece la riforma costituzionale di passare indenne senza modifiche?
«Non azzardo previsioni. So solo che se viene bocciata, non restano che le urne».

Dica la verità, propone il patto perché l' arma delle urne con due leggi diverse è spuntata?
«No, qualunque soluzione sarebbe meglio della condizione nella quale ci troviamo a governare: con gli irriducibili smacchiatori del giaguaro che non essendo riusciti ad affondare il Pd quando ne avevano il timone stanno cercando di farlo ora a cannonate mentre ha il vento in poppa. Ormai non conta l' argomento, che sia lavoro, scuola, riforma costituzionale, è un agguato dopo l' altro con il solo obiettivo di far cadere Renzi per riprendersi le spoglie del partito».


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