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Giachetti sfida Marino "Primarie senza rancori se scende in campo"


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Roma, 18-01-2016
Fonte: La Repubblica

Giachetti lancia la sua sfida: «Penso che anche per le cose che Ignazio Marino sostiene, sarebbe utile misurarsi col popolo del centrosinistra e fare un confronto serio e senza rancore». Giacca scura e camicia bianca, barbetta sale e pepe, il vicepresidente della Camera si presenta davanti alle telecamere de La7, per la prima intervista tv tre giorni dopo l' annuncio della sua candidatura alle primarie per il Campidoglio.
Venerdì aveva usato un video "sporco", fin troppo artigianale, con alle spalle la Roma della «grande bellezza», diffuso sui social. Stavolta l' ex capo di gabinetto di Francesco Rutelli sceglie lo studio di "Fuori onda" per fare una doppia mossa politica: bruciare sul tempo Marino che da settimane valuta il suo ritorno in campo dopo la cacciata dal Comune e sollecitare «un ripensamento» di Sel sulle primarie.
Le consultazioni ai gazebo «sono una cosa seria - dice Giachetti - e non si capisce perché a Milano Sel partecipi. Mi pare tutto un po' strumentale». Stefano Fassina lo nomina, a mezza bocca, in un solo passaggio, quando fa riferimento ai «duri posizionamenti verso le primarie». 

È chiaro, però, che adesso il suo principale competitor, al momento convitato di pietra, sia l' ex sindaco, il chirurgo Dem che ha guidato Roma per 28 mesi e che venerdì prossimo, il 22 gennaio, potrebbe sciogliere il nodo della sua candidatura durante la direzione del Pd. «Non ho mai detto una parola contro Marino - sottolinea Giachetti - l' unica volta è stato quando ha affermato che, sulla vicenda di Mafia capitale, avrebbe voluto vedere tutti in galera e buttare la chiave. Ecco, io la chiave non la butto mai per nessuno».

Rivendica dunque con fierezza la sua storia di Radicale, garantista fino in fondo, e ribatte così a uno dei potenziali argomenti polemici che i suoi avversari potrebbero utilizzare in campagna elettorale: «Non mi dimetterò dalla vicepresidenza della Camera. Non ne vedo la ragione. Lo farò se i romani mi sceglieranno come sindaco di Roma». In trasmissione gli mostrano un suo tweet datato 1 ottobre 2015 quando negava qualsiasi intenzione di scendere in campo per la capitale. Poi, dopo l' endorsement di Matteo Renzi su Repubblica Tv, la decisione di correre per il Campidoglio: «Ma il mio è un travaglio reale. Perché so in che condizioni è la capitale».

«Non sono qui per far dimenticare le responsabilità su Mafia capitale - dice ancora - i problemi di Roma non si risolveranno mai al 100% ma cercherò di fare in modo che molte cose che non vanno possano andare». Snocciola en passant alcuni numeri della capitale (1200 km quadrati di superficie, 2 milioni e 800 mila abitanti, 50.000 dipendenti tra comune e società partecipate) ma parla anche del suo rapporto con Renzi: «Gli ho detto no tante volte: sulle preferenze, sull' amnistia». Gli piacerebbe celebrare un matrimonio gay «ma solo se ci fosse una legge».
Chiusura sulla sua fede calcistica: «Finora è stato votato un sindaco della Lazio e uno della Juve. Non ho intenzione di mettere in discussione la Roma per guadagnare un voto».


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