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Lite nel centrosinistra sull' ipotesi "lista civica" E per Giachetti spunta il ticket con una donna


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Roma, 17-01-2016
Fonte: La Repubblica

NIENTE da fare. Walter Tocci non si candida. «Un' ipotesi mai esistita, un' invenzione del chiacchiericcio politico-giornalistico. La mia generazione ha consumato il suo tempo». L' ex assessore della giunta Rutelli, sogno proibito della sinistra Dem per la sfida a Roberto Giachetti (ma anche di quella fronda di Sel che tifava per le primarie di coalizione), sgombra il campo con un post sul suo blog che, però, ha l' effetto di scuotere il Pd, dando voce a un malessere presente nel centrosinistra: «Si ripete il vecchio copione. Il Pd romano si ripresenta alle elezioni senza un programma credibile. Affida alle primarie il compito improprio di sciogliere i nodi politici. Seleziona i candidati nel recinto di partito, sempre più angusto. Sono gli stessi errori del 2013».

Poi avanza la sua proposta: «Il Pd promuova una lista civica del centrosinistra. Spetta a noi offrire l' occasione di un campo aperto. Mettere da parte il simbolo di partito non sarebbe una rinuncia, ma un investimento per la riscossa». Ma come già qualche giorno fa (quando Gianni Cuperlo avanzò una soluzione simile), i vertici dem respingono la proposta: «Il Pd è orgoglioso del suo simbolo. Soprattutto a Roma dove dopo un anno di rigenerazione c' è un Pd diverso da quello che non si accorgeva di Mafia capitale. Con quel simbolo ci presenteremo alle elezioni», replica il commissario romano Matteo Orfini. «Se qualcuno vuole misurare opzioni e proposte differenti si candidi alle primarie». Discorso chiuso, dunque. Come sembra chiuso anche qualsiasi dialogo con Sel. Ieri, durante l' Assemblea nazionale dei vendoliani, il coordinatore Nicola Fratoianni ha ribadito che «non ci sono le condizioni per partecipare alle primarie a Roma». E a rincarare la dose il leader, ex governatore della Puglia: «Renzi e Orfini con spocchia puntano alla renzizzazione della città». E anche chi attendeva una mano tesa dai Dem, come il vicepresidente della giunta regionale, Massimiliano Smeriglio, resta con l' amaro in bocca: «Abbiamo atteso che il Pd ci stupisse. È arrivato un intervento a gamba tesa di Renzi». E ora anche l' appuntamento dei minisindaci per l' unità del centrosinistra, il 23 al Brancaccio, è in forse. Intanto, mentre nel partito continuano i messaggio di sostegno a Giachetti (che stasera sarà in tv su La7 per la prima uscita da candidato alle primarie), ieri un' iniziativa delle donne del Pd ha rilanciato l' idea di una candidatura "di genere" ai gazebo o di un ticket per la corsa al Campidoglio. L' obiettivo rilanciato dalle organizzatrici (Cristiana Alicata, Estella Marino, Marta Leonori, Erica Battaglia, Valeria Baglio), è quello di «ricucire la lacerazione provocata dalla brusca rottura» dovuta alla cacciata di Ignazio Marino. Alla fine la scelta potrebbe cadere sull' ex assessore all' Ambiente. Ma niente è deciso. Per ora Giachetti resta senza sfidanti.


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