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Giachetti: da Sel errori e contraddizioni Gli elettori di sinistra mi sceglieranno


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Roma, 19-01-2016
Fonte: Corriere della sera

«Mi mozzico la lingua...». Roberto Giachetti - 55 anni, da pochi giorni candidato alle Primarie di centrosinistra per il Campidoglio - non ha patenti di romanità da mostrare, basta sentirlo parlare per capire che da qui viene (dal Gianicolo, per la precisione) e che incarichi nazionali ed esperienze parlamentari non l' hanno cambiato. A proposito di «storia personale»: è nato il comitato «Radicali per Giachetti», il segretario Riccardo Magi ha avviato un confronto sulla coalizione. Ecco, la coalizione: il guaio è là: con Sel che, contro Matteo Renzi, si sfila (anche dall' appuntamento al Brancaccio di sabato). Si vocifera che stiano pensando a un candidato elettoralmente più «efficace» di Fassina, che alla fine Sel potrebbe anche convergere su Marino così come Forza Italia potrebbe ufficiosamente scegliere Marchini. La corsa al Campidoglio di Giachetti, insomma, è piena d' ostacoli inattesi.

Roberto Giachetti, deluso?
«Voglio dire una cosa: quando ci fu da mettere insieme la prima coalizione, la prima giunta Rutelli, la disponibilità a trovare una mediazione da parte di Rifondazione era maggiore...».

Altri tempi...
«Ma anche allora c' era una certa complessità politica e però, di certo, c' era una più schietta volontà d' incontro...».

Vuole dire che stavolta invece...
«Stavolta c' è un pregiudizio ideologico».

Legato a Matteo Renzi.
«Sì, ma il discorso di Sel mostra anche delle contraddizioni: si sfilano dalla ricerca di coesione per via di Renzi, del Jobs Act, del fatto che il Pd governa con Alfano... A parte che sono discorsi che possono appassionare giusto qualcuno in Transatlantico e che purtroppo a Roma esistono altri problemi, con i quali le persone si confrontano quotidianamente... Ma, a parte questo, veniamo alle piccole contraddizioni: a Milano si candida Giuseppe Sala, e non credo si possa dire che Sala abbia una storia personale più di sinistra della mia, credo. Eppure, ecco, a Milano non ci sono veti...».

Fin qui la risposta politica. Adesso però spieghi: lei cosa farà?
«Io non mi fermo. E anzi faccio appello alla gente».

Alla gente di Sel, agli elettori?
«Sì, certo, le persone sanno qual è il prezzo che si paga quando si abbandona una città... Voglio dire: ho fatto appello anche a Marino perché partecipi alle primarie, e rimarrò fino all' ultimo con la speranza che Sel abbandoni questa scelta suicida, ma per fare un matrimonio o una convivenza bisogna essere in due, e se Sel deciderà per una linea che vuole cercare di far perdere Renzi e condannare Roma, ecco, ne pagheranno il prezzo politico. Di certo, in questo caso, io mi rivolgerò, come già faccio, proprio agli elettori di Sel...».

La prima cosa da fare per il nuovo sindaco?
«Mi mozzico la lingua. Io vado tra la gente, rione per rione. Le mie idee per la città nasceranno anche da là».


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