Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, scorrendo o ricaricando questa pagina, ovvero cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la privacy policy


 
HOME CHI SONO ARCHIVIO RASSEGNA STAMPA VIDEO #ROMATORNAROMA
Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

Elezioni, è caos primarie: Pd e centrodestra in stallo


Scarica l'allegato

Foto articolo
Roma, 20-01-2016
Fonte: Il Messaggero

LO SCENARIO
La situazione è a specchio. Se il Pd ha un candidato alle primarie di bandiera, il turborenziano Roberto Giachetti, ma nessun' altro che al momento si è fatto avanti per sfidarlo; nel centrodestra Alfio Marchini prova a smuovere le acque con le primarie all' americana. Al momento la triade Berlusconi-Salvini-Meloni si tiene alla larga dalla consultazione, ma la Destra, i fittiani e gli Ncd dicono sì. Il problema in entrambi i campi è sempre lo stesso: ottenere un' investitura dal basso per mobilitare i rispettivi elettorati che rischiano di finire nell' imbuto grillino, che a sua volta deve lanciare le primarie on line tra i 218 aspiranti candidati al Campidoglio. Un caos che rischia di favorire l' astensione e, a detta dei sondaggi, il M5S.

CENTROSINISTRA
Giachetti è in campo, a giorni aprirà il comitato elettorale in Prati. Il vicepresidente della Camera continua a chiedere ai suoi: «Quali notizie abbiamo: si è candidato?». Ce l' ha con Ignazio Marino, l' ex sindaco, che gioca sul fuorigioco del «silenzio» e del «potrei». Giachetti ieri ha incassato due endorsement: uno da Walter VeltroniE' una persona di qualità, intelligente, che conosce Roma») e un altro da Umberto Contarello, sceneggiatore, tra le altre cose, della Grande Bellezza.
Ma di sfidanti (al di là della disponibilità dell' ex senatore Stefano Pedica) non se ne vedono. Anche la minoranza dem che fa capo al deputato Miccoli continua a nutrire dubbi. Il nome più indiziato è quello di Estella Marino, ex assessore del chirurgo dem. Ma la paura di arrivare a un Davide contro Golia frena le ambizioni («Giachetti sta sempre in tv, ha a disposizione l' ufficio stampa del Pd e l' appoggio di Renzi e Orfini», dicono dalla minoranza dem).
Continua l' embargo per Roberto Morassut, che non ha ancora sciolto la riserva. Salvo colpi di scene saranno comunque primarie democrat. La rottura con Sel si arricchisce ogni giorno di nuove puntate. L' ultima è stata il forfait all' iniziativa dei presidenti dei municipi in programma sabato. I vendoliani non andranno. Spiega Massimiliano Smeriglio: «Il problema non è Giachetti, ma il campo che è sbagliato».
Stefano Fassina, candidato per la cosa rossa, mette il dito nella piaga: «Senza Marino non saranno vere primarie».

IL CENTRODESTRA
Ancora più complessa la situazione nel centrodestra. L' idea di Alfio Marchini di lanciare primarie all' americana (doppio turno, albo degli iscritti, delegati che eleggono il candidato sindaco durante una convention) pone per la prima volta un dibattito sul metodo che mai c' era stato.
Francesco Storace leader della Destra è pronto alla conta. I cuori italiani, movimento creato dal senatore ex Ncd Andrea Augello, sono in prima linea e da ieri anche in consiglio regionale dopo la fuga da Alfano. Anche i Conservatori riformisti, che a Roma fanno capo all' ex centrista Luciano Ciocchetti, dicono «yes».
I problemi arrivano da Forza Italia-Lega e Fratelli d' Italia. Giorgia Meloni non è contraria alle primarie (le ha sempre reclamate, inutilmente) ma non vuole la presenza di «Marxini-Marchini: un ospite indesiderato», come lo bolla il deputato di FdI Fabio Rampelli. Meloni sa che se non si candiderà alla fine Berlusconi potrebbe dare il via libera a Marchini (anche se gira il nome dell' ex capo della protezione civile Guido Bertolaso). E così l' ex ministro della Gioventù medita la discesa in campo, che potrebbe arrivare con la benedizione della Le Pen. Ieri sera Marine e Giorgia hanno cenato insieme a Bruxelles: la presidente del Front national presto sarà a Roma per un' iniziativa pubblica al fianco del leader di FdI. Potrebbe essere quello il giorno dell' investitura, una mossa che si porterebbe dietro subito la Lega di Salvini e Berlusoni, che «non ha ancora deciso cosa fare su Roma», assicura un fedelissimo dell' ex premier. 


Non ci sono commenti - Commenta l'articolo commenta