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Roberto Giachetti > Rassegna stampa > articolo

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Roma, 21-01-2016
Fonte: Il Foglio

Roberto Giachetti è uno di quella razza che Leonardo Sciascia chiamava "uomini di tenace concetto". Appena investito da Renzi del ruolo di candidato del presidente per il comune di Roma, in una intervista in cui lo si definiva ex radicale ha avuto il coraggio di rispondere, grosso modo, "ma quale ex, io sono ancora radicale, anzi sa che le dico? Sull' amnistia sono d' accordo con Pannella, e col Papa, mica con Renzi". Un "hombre vertical" ma non uno sprovveduto.
Il suo passato gli verrà comunque ritorto contro, tanto vale rivendicarlo. In ogni caso, uno così i Radicali come potrebbero non appoggiarlo? Infatti lo appoggiano. Hanno fatto un comitato per Giachetti sindaco. Ci sono firme illustri della storia radicale, da Rita Bernardini a Valter Vecellio, da Sergio D' Elia a Maurizio Turco. Poi ci sono altri Radicali, quelli dell' associazione Radicali Italiani che dicono che Giachetti non ha bisogno di appoggi incondizionati ma di contenuti politici. Intendono offrirglieli e perciò il loro segretario Riccardo Magi si è già incontrato con Giachetti.
Magi è consigliere comunale uscente. Fu eletto con una lista civica per Marino, non col Pd. Nel modo diverso di approccio radicale alla faccenda pesa sicuramente una differenza generazionale, alimentata, stoltamente penso io, da entrambe le parti.
Ma forse c' è l' inizio di quello che Pannella è sempre riuscito a evitare, finora: la divisione, ormai antica in Francia, fra radicali di destra e radicali di sinistra. Vedremo. Comunque non sarà colpa di Giachetti. Certo che all' epoca, in Francia, la sinistra era Mitterand. Mica Fassina o Civati.


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