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Primarie Pd, grana Marino. Tre carte nel centrodestra


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Roma, 21-01-2016
Fonte: Il Messaggero

LO SCENARIO
Le primarie come bagno purificatore per provare a motivare i rispettivi elettorati. Ma le incognite, in entrambi gli schieramenti si affastellano. Ignazio Marino ha iniziato i sondaggi. Da 24 ore l' ex sindaco parla e si scambia messaggi, con una certe frenesia, con tutti i leader della sinistra. Dentro e fuori il Pd: da Gianni Cuperlo a Pippo Civati passando per Nichi Vendola. «Vuole capire e sondare - racconta un parlamentare dem che lo ha sentito - gli spazi a sinistra di Giachetti». Marino è il convitato di pietra delle primarie. E continua a oscillare tra la voglia di correre e quella di evitare una campagna elettorale che con lui si infiammerà subito. Ecco perché sta valutando un' altra ipotesi: non candidarsi, rimanere nel Pd e appoggiare, da «padre nobile», una donna. Che porta, casualmente, il suo cognome: Estella Marino, ex assessore all' Ambiente che chiuse Malagrotta, leale al chirurgo dem fino alla fine durante i giorni dell'«assedio». Il quartiere generale della resistenza è più di un luogo fisico: il circolo Donna Olimpia di Monteverde, in guerra contro il commissario Orfini.

Domani lo scenario potrebbe essere più chiaro: al Nazareno è in programma la direzione del Pd sulle amministrative. La minoranza dem sta spingendo «Marino, affinché vi partecipi e prenda la parola davanti a Renzi». Non è nemmeno escluso che l' ex sindaco «faccia un salto» all' iniziativa ormai solo del Pd, dopo il forfait di Sel, in programma sabato al Brancaccio.
Sempre nello stesso giorno, nel pomeriggio, ci sarà l' incontro dell' associazione Koinè di Raffaele Morese "La prima (vera) Roma": parteciperanno, tra gli altri, Fabrizio Barca, Andrea Riccardi, Walter Tocci e Marco Causi. Infine, sempre nel Pd l' altro indeciso di queste ore è Roberto Morassut: il deputato è combattuto, anche perché sa di andare a pescare consensi in un' area renziana che è già presidiata da Giachetti (che ieri sera ha perso il padre). Anche per lui il tempo delle decisioni irrevocabili si avvicina.

L' ALTRO FRONTE
Ma il vero cantiere aperto è quello del centrodestra dove al momento ci sono tre ipotesi in campo: Giorgia Meloni, Guido Bertolaso e Alfio Marchini. Sullo sfondo le primarie all' americana che continuano a solleticare il resto del centrodestra romano: Francesco Storace, gli ex Ncd del senatore Andrea Augello, ora Cuori italiani e i fittiani.
La giornata di ieri è stata segnata dalle parole di Silvio Berlusconi. Prima ha detto di voler aprire Forza Italia alla società civile («Serve il paese reale») poi ha benedetto l' idea Bertolaso: «È una cosa che dobbiamo decidere con i protagonisti di centrodestra, mi fa piacere che si sia reso disponibile e spero che la sua disponibilità sia accolta». Ma sul nome dell' ex capo della Protezione civile anche Forza Italia è divisa: «Il processo di Guido sarebbe strumentalizzato e la sentenza è prevista a giugno». Nel centrodestra c' è chi maligna: «Bertolaso sarebbe il Giovanni Galli di Firenze: se Berlusconi lo candida è perché vuole far vincere Renzi».

L' alternativa in campo si chiama Giorgia Meloni: «Se c' è Giorgia, che è leader di coalizione, non si discute e si vota Giorgia», ha spiegato Giovanni Toti. Senza però bocciare le ipotesi Marchini e Bertolaso. Nel centrodestra c' è chi racconta che il primo ad avere qualche dubbio sulla Meloni sarebbe invece Matteo Salvini: «Se perdiamo diranno che non siamo attrattivi perché non moderati, quindi daranno la colpa a me», ha confidato il leader della Lega. Uno scenario complicato che Alfio Marchini guarda alla finestra: la sua lista civica correrà a prescindere. Intanto, però le primarie all' americana - per stanare la Meloni - raccolgono consensi. La scossa non è dietro l' angolo. «Aspetteremo - ha detto Toti - le primarie del Pd». In programma il 6 marzo. E che al momento hanno solo un candidato.


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