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Primarie, scontro Pd-Sel Fassina detta condizioni La replica: "Sei ridicolo"


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Roma, 22-01-2016
Fonte: La Repubblica

ROBERTO Giachetti si candida alle primarie e le sue prime mosse politiche sono chiedere a Ignazio Marino di partecipare alle consultazioni e a Sel di tornare sui suoi passi ed entrare in coalizione. Stefano Fassina (che per quell' area è candidato al Campidoglio) che fa? Ribatte con una lettera in cui pone «10 condizioni» per prendere parte alla sfida: dalla «discontinuità col "modello Roma" al no ai Giochi del 2024, allo stop alla speculazione edilizia a Tor di Valle per la realizzazione dello stadio della Roma». La replica del Pd è netta: «Le primarie non sono un pranzo di gala né un talent show né un concorso di bellezza. Porre condizioni a uno dei candidati per parteciparvi è un atteggiamento ridicolo».

Schermaglie, campagna elettorale a (più o meno) bassa intensità che dimostra ancora una volta come diventi sempre più profonda la distanza tra Pd e Sel, le due gambe del centrosinistra che fu e che a Roma si è sempre presentato unito dal 1993 al 2013. A poco servirà anche la partecipazione di Fassina domani alla kermesse #PerRoma, organizzata dai presidenti di municipio al teatro Brancaccio. Ci andrà a titolo personale e non tanto per "aprire" realmente a un riavvicinamento quanto per riproporre le questioni di merito, illustrate ieri nella lettera a Giachetti.
Tra i punti avanzati dall' ex viceministro c' è la proposta di Walter Tocci (ex vicesindaco di Francesco Rutelli mentre Giachetti era capo di gabinetto dell' allora primo cittadino) di una lista civica del centrosinistra senza simboli, compreso quello del Pd. Idea subito bocciata dal commissario Dem Matteo Orfini.

Ma il Pd ieri è stato ancora più duro nel replicare a Fassina: «Gli interrogatori bisogna avere l' autorevolezza per poterseli permettere e la disposizione ad un confronto vero prima di pretendere risposte», sottolinea Luciano Nobili, membro dell' assemblea nazionale, renziano, vicinissimo a Giachetti. «Caro Fassina - continua - c' è un tavolo di coalizione al quale siete stati invitati dal Pd per definire programmi comuni. E ci sono le primarie per confrontarsi sulle candidature e le diverse idee per cambiare la città. Al momento avete rifiutato entrambi gli appuntamenti, entrambi gli inviti. Invece di scrivere lettere, partecipate alle riunioni e non abbiate paura di sottoporre le vostre idee al giudizio dei romani».

Oggi, in effetti, al Nazareno è in programma il primo tavolo per la definizione delle regole delle primarie: ci saranno, oltre al Pd, Scelta civica, Centro democratico, Idv, Socialisti e Verdi. Tra le questioni in campo, la regola che impedisce a chi si candida ai gazebo di scendere in campo successivamente per qualsiasi altra carica, compreso il consiglio comunale. Un modo per evitare che lo sconfitto si candidi contro il vincitore delle primarie. Una regola che, però, bloccherebbe la strada a uno dei minisindaci che potrebbe decidere di sfidare Giachetti. Tutti gli uscenti, infatti, sono intenzionati a ripresentarsi. L' area degli "scontenti", soprattutto quelli della sinistra Pd ma anche qualche renziano "atipico", è alla ricerca di un nome da lanciare. Alla fine la scelta potrebbe cadere su Estella Marino o Paolo Masini, ex assessori di Marino, sui quali è in corso un pressing sempre più intenso nelle ultime settimane.


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